10 buoni propositi per l’anno nuovo? No, meglio 3 obiettivi

Il momento dei buoni propositi è quasi arrivato. La fine dell’anno è vicina e lo si capisce da quanti articoli (sì, compreso questo) ti troverai davanti agli occhi nelle prossime settimane. E’ tempo di pensare al futuro. Il 31 dicembre è vissuto come un rito di passaggio, che idealmente chiude il passato e ti offre la possibilità di ricominciare.

Che dire… puoi iniziare qualcosa di nuovo, oppure a comportarti diversamente, in qualunque momento dell’anno. Non ha senso aspettare fino a gennaio dell’anno nuovo. Però, ne approfitto anch’io per elencare 3 cose che ritengo fondamentali per augurarti un 2017 dove poter realizzare i tuoi progetti creativi.

3 buoni propositi sono meglio di 10

Non ho voluto fare i canonici 10 punti, secondo me ne bastano 3. Dieci è una parola che suona molto bene nelle liste, ma se si tratta del numero di obiettivi da raggiungere, allora diventano tanti. Troppi. Credo che la maggior parte dei fallimenti sui buoni propositi dell’anno nuovo siano dovuti a questa abbuffata di intenzioni. Se tutto è importante, niente è importante. Molto meglio focalizzarsi su poche cose e realizzarle per davvero (non vorrai trovarti tra un anno a mani vuote e con una nuova lista di vaghe aspirazioni, giusto?).

Se avrai raggiunto almeno uno dei tuoi obiettivi, avrai già ottenuto un grande successo. Motivo? Un obiettivo che ti impegna per un anno è qualcosa di rilevante, che dimostra che stai facendo sul serio e sei disposto a tornarci sopra un giorno dopo l’altro.

Se non sai cosa scegliere, fai una bella lista di 10 cose e poi riducile a 3. Se punti a grandi traguardi, fai una seconda scelta e fissa 1 meta soltanto. Se hai un diario, altrimenti ti consiglio di iniziarlo, scrivi chiaro e tondo che cosa vuoi realizzare e come. Poi, come sempre, tirati su le maniche e datti da fare.

Vediamo ora 3 cose su cui concentrarsi nel nuovo anno.

1. Smettere di provare, iniziare a fare (o a non fare)

Yoda, mitico Maestro della saga Guerre Stellari, ha le idee chiare: fare o non fare, non c’è provare. Con questa frase fa capire a Luke Skywalker che l’atteggiamento è fondamentale per raggiungere qualunque obiettivo. Cambia poco che si tratti di scrivere un romanzo, innovare un servizio oppure diventare uno Jedi.

Il primo obiettivo per il 2017 è quindi mettere energia in quello che facciamo (lo sto dicendo anche a me, mica ti faccio il predicozzo da guru). Se ci accontenteremo di provarci, il nostro risultato sarà mediocre. Possiamo fallire, ma fa parte del pensare creativo prendersi dei rischi e qualche cantonata. Ciò che conta è aver fatto tutto il possibile per piazzare la nostra bandierina in cima alla montagna. Se, nonostante la fatica e lo sforzo, le cose si mettono male, ricordati che non c’è disonore ad abbandonare una scalata troppo pericolosa (chiedilo a qualunque scalatore di buon senso e te lo confermerà).

Allo stesso modo, ti faccio riflettere sull’intera frase. Fare o non fare, dice. Anche non fare è dunque un’opzione possibile, perché non si tratta di caricare a testa bassa ogni cosa che ti si para davanti. Spesso viene messa troppa enfasi sul “fare” fine a sé stesso, quando invece essere saggi significa concentrare le forze solo su quello che è utile.

Provare, invece, è una via di mezzo tra il fare e il non fare, cioè è il rifiuto di prendere una decisione ferma e coerente. Il semplice fatto di approcciarti a un problema con un “beh, io ci provo” riduce le tue probabilità di successo.

Bene, ora dovrebbe essere chiara la differenza tra buoni propositi e obiettivi da raggiungere.

2. Sviluppare la resilienza

Non so come sia stato il tuo 2016, e nemmeno so dirti come sarà il 2017, ma sono certo che ci saranno stati dei momenti difficili. E altri ce ne saranno ancora. Te lo dico non per menare sfiga, ma perché la vita è fatta così. Alti e bassi. Capito questo, e lasciate da parte le visioni consolatorie di un futuro bello senza una giornata di pioggia, concentriamoci sullo sviluppare l’attitudine a resistere nei momenti di difficoltà. O, per dirla come gli psicologi, sviluppiamo maggiore resilienza.

Il cambiamento, la creatività, l’innovazione seguono spesso percorsi accidentati. Qualche passo in avanti, qualcuno indietro, diversi salti laterali, alla distanza tutto questo può affaticarti e toglierti la motivazione. Certe volte, inutile nasconderlo, la soluzione che cerchi da molto tempo sembra irraggiungibile. Se però può farti sentire meglio, è una condizione normale, sperimentata da chiunque voglia fare qualcosa di nuovo.

Perseverare nel proprio obiettivo è una qualità fondamentale, che va ben oltre i buoni propositi. Bisogna essere tosti. Naturalmente, restando aperti a modifiche e ad aggiustamenti di rotta. Ci vuole pazienza, capacità di adattamento e quel pizzico di autostima che ti permette di continuare a sperimentare quando tutto sembra andare storto. Serve una visione chiara di dove si vuole andare, e altre cose che si possono imparare e che ho raccontato nel post La resilienza e la creatività.

3. Coltivare la creatività

La creatività è come un giardino da coltivare. Richiede molta dedizione prima che possa dare i frutti sperati. Senza dimenticare, inoltre, che questo giardino ha bisogno di essere nutrito bene. Puoi essere resiliente come un marines, puoi avere una motivazione di ferro, ma serve a poco se non hai delle idee che ti frullano per la testa.

Il terzo obiettivo è quindi quello di mantenersi curiosi, esplorando quello che ci circonda e cercando di ampliare i confini della nostra mente. Libri, film, mostre d’arte, viaggi, incontri con altre persone, hobby, non farti mancare niente nel 2017. E, soprattutto, non smettere di farti domande.

Cerca di acquisire una conoscenza profonda del tema che ti sta a cuore. Se ti dedichi a un’arte, esercitati con impegno e passione. Se stai sviluppando un prodotto, scopri tutto quello che c’è da sapere e sperimenta. Se vuoi aprire un’azienda, studia i tuoi potenziali clienti e quello che viene offerto dalla concorrenza.

Non c’è un sostituto al duro lavoro.
– Thomas Edison –

L’ispirazione va e viene come le pare. Nessuno riesce ad attivarla a comando. Una delle cose che si può fare, e che funziona, è farsi trovare preparati quando bussa alla porta. Anche gli artisti e gli inventori più geniali, nella maggior parte dei loro giorni da esseri umani come tutti noi, non sono per niente travolti dall’ispirazione. Continuano però a studiare, a esercitarsi, a sperimentare, a sbagliare fino al momento in cui tutto si combina perfettamente e scocca la scintilla dell’illuminazione.

Infine…

Il prossimo 1° gennaio Pensare Creativo compie 1 anno. Tra i miei buoni propositi dell’anno scorso c’era proprio questo, iniziare un blog e dedicarmi seriamente all’impegno. Voglio quindi ringraziarti per essere qui a leggermi, così come ringrazio tutte le persone che lo hanno fatto durante questi 12 mesi.

Un ringraziamento speciale a tutti coloro che quest’anno mi hanno contattato sui social o via email, che hanno commentato i post, che si sono iscritti alla newsletter o che hanno messo il loro mi piace su Facebook o su Google+. Siete stati i primi a darmi un segno concreto di apprezzamento per quello che scrivo, e ve ne sono grato. Ogni blogger continua a scrivere grazie a lettori come voi.

Photo credit: Unsplash.


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