Cédric Villani: la matematica è un viaggio avventuroso

Cédric Villani è una star. Qualcuno l’ha definito come il Lady Gaga della matematica, un po’ per la sua fama internazionale e un po’ per il suo stile eccentrico nel vestirsi. L’impressione è che un dandy di fine ‘800, grazie a un tunnel spazio-temporale, sia capitato qui per caso. Se non lo conosci, e se non lo ascolti, è facile sottovalutare un tizio spiritato che sfoggia cravatte Lavallière e vistose spille a forma di ragno. Giacche e panciotti da baronetto, indossate in qualunque condizione microclimatica, completano l’outfit.

Comunque sia, è un genio. Uno dei matematici contemporanei più importanti. Medaglia Fields nel 2010, direttore del prestigioso Istituto Henri Poincaré, divulgatore scientifico, scrittore, conferenziere e molte altre cose ancora.

Anche senza capirci di equazioni, basta vedere una sua intervista o un suo intervento pubblico per cogliere una straordinaria passione per la matematica. Niente a che vedere con i ricordi grigi che abbiamo della materia, eredità delle prime brutte esperienze tra i banchi di scuola. Per Cédric Villani la matematica è avventura ed emozione, creatività e sfida di sé stessi.

Chi è Cédric Villani

Cédric Villani è nato a Brive-la-Gaillarde, il 5 ottobre 1973. Il cognome rivela origini italiane, ed è lui stesso in un’intervista a dire “la mia famiglia viene dall’Italia, siamo passati da Napoli e da Genova, tanti anni fa”.

Dopo gli studi all’École Normale Supérieure, e il dottorato a Parigi, diventa ricercatore e insegnante universitario a Lione. Nel 2009, a soli 36 anni, viene nominato direttore del prestigioso Istituto Henri Poincaré, uno dei principali centri di ricerca al mondo per la matematica e la fisica teorica.

La vera svolta della vita professionale arriva l’anno successivo, quando riceve la medaglia Fields (chiamata così in onore del matematico John Charles Fields). Un premio internazionale che, per molti matematici, vale molto di più di un Nobel. Innanzitutto, viene assegnata ogni 4 anni. Inoltre, ed è qui l’aspetto più interessante, premia i ricercatori che non hanno ancora compiuto i 40 anni di età. Insomma, parliamo degli enfant prodige (definizione orribile, ma è giusto per dare un tocco francese a questo post) della matematica.

Per la cronaca, Cédric Villani è stato premiato per i suoi lavori sullo smorzamento di Landau e sull’equazione di Boltzmann. Il merito va anche al suo assistente Clément Mouhot, altro genio precoce e recente vincitore del premio Adams.

Per una lista aggiornata dei lavori e altre info qui trovi il sito personale di Villani.

Dietro a un teorema c’è un lungo viaggio creativo

Per gli ignoranti della materia (io naturalmente, non tu che stai leggendo), un genio della matematica è qualcuno baciato dalla fortuna. Senza troppo sforzo arriva a risultati che altri si sognano. Non è così. Nel libro Il teorema vivente, in Italia edito da Rizzoli, Cédric Villani racconta il lungo processo che l’ha portato a vincere la medaglia Fields.

Fatica, stress, insonnia, paura di non farcela. Ma anche entusiasmo, illuminazioni, piccole gioie quotidiane. Non è stata una passeggiata risolvere il problema di Boltzmann. C’è però qualcosa di appassionante nel leggere come il matematico francese abbia superato uno dopo l’altro tutti gli ostacoli. Nonostante abbondino riferimenti e formule incomprensibili ai più, emerge un ritratto vitale di quanto possa essere intricata la strada che porta alla soluzione creativa di un problema. Con poco si accende l’entusiasmo, con altrettanto poco si spegne e si viene gettati nello sconforto.

Servono grande disciplina e una grande tenacia per raggiungere risultati ambiziosi, anche quando – come per Villani – si è sorretti da un intuito matematico fuori dal comune. Che non risparmia dal duro lavoro, né dai fallimenti. La rivista Acta Mathematica, infatti, rifiuta la prima versione dell’articolo (una mattonella da 180 pagine frutto di un lavoro durissimo) in cui Villani spiegava la dimostrazione dell’equazione di Boltzmann. Il matematico ne rimane sconvolto e disgustato. Poi riprende il lavoro, lo semplifica, lo migliora ed ecco tempo dopo aprirsi le porte per la medaglia Fields.

Il viaggio raccontato ne Il teorema vivente è fatto di luoghi, situazioni, incontri, canzoni, convegni, email, fumetti (Cédric Villani è appassionato di Manga) in un mix che restituisce quanto sia “umana” e caotica la vita di un genio. Soprattutto, è la cronaca di come nasce e si sviluppa il processo creativo.

A proposito di Manga

Anche un medagliato Fields ha bisogno di svago. A volte guardiamo i grandi scienziati come se fossero fenomeni da baraccone dalla vita monodimensionale, sovrapposta completamente alla loro materia. Coltivano invece interessi e passioni molto varie (come qualunque essere umano).

In una video-intervista rilasciata al portale Maddmaths, curato dalla Società Italiana di Matematica Applicata e Industriale, Cédric Villani parla – tra le tante cose – anche di fumetti Manga.

I Manga sono una forma di espressione che mi parla molto. In primo luogo c’è sempre molto ritmo nei Manga. Nei Manga, trovo commovente il fatto che si vedano spesso invecchiare i personaggi, un concetto abbastanza raro nei fumetti franco-belgi. Spesso nei Manga si vedono i personaggi che cominciano da piccoli, li vediamo crescere, si vede che la vita scorre in un Manga.

[…]

E poi c’è una buona visione della realtà, che non è assolutamente manichea. I problemi del bene e del male agitano da sempre la società giapponese, hanno sofferto tantissimo dopo la guerra, e poi si sono fatti molte domande sulla loro natura. Nei Manga i problemi del bene e del male si pongono sempre, i problemi di identità, i problemi di doppia natura. E i personaggi non sono mai completamente buoni e completamente cattivi. La visione del mondo nei Manga non è mai semplificata.

[…]

… certo ci sono i Manga belli e quelli brutti, come c’è della buona e della cattiva matematica.

Il processo creativo raccontato da Cédric Villani

Nel 2015 è stato invitato a Torino per ritirare il Premio Peano. Con l’occasione, ha raccontato al pubblico di GiovedìScienza il suo viaggio avventuroso nella matematica e nella creatività. Questo lungo intervento ripercorre in parte quello che ha scritto nel libro Il teorema vivente.

A 1:21:11, esausto dopo una giornata passata tra mille impegni, si toglie le scarpe. Non per questo cambia la sua disponibilità verso il pubblico.

Cédric Villani e il clichè del genio bizzarro

Per essere riconosciuti come una rockstar della matematica non basta risolvere equazioni complesse. Siamo tutti un po’ affascinati dalle stranezze dei geni e Cédric Villani sembra prestarsi volentieri al clichè. Sul suo abbigliamento si è scritto parecchio.  Lui stesso racconta che tutto è iniziato quando aveva 20 anni ed è diventato presidente dall’Associazione degli Studenti.

Non è la mossa che ti aspetteresti da uno che ha più volte dichiarato che fino ai 18 anni era timidissimo, quasi incapace di parlare in classe. Eppure eccolo con cravatte stravaganti e abiti alla Lord Byron. A questo, oltre a una serie di abitudini “strambe”, ha aggiunto anche un altro marchio di stile: le grandi spille a forma di ragno. Motivo? Gli è stato chiesto molte volte, ma ha sempre preferito mantenere il mistero. E’ qualcosa che riguarda un incidente, ha rivelato al Telegraph. Ormai vanta una collezione di decine di ragni metallici, che mette in bella mostra sul bavero della giacca in ogni occasione pubblica. Del resto, pare che nel suo ufficio abbia anche una tarantola.

Mi ha poi incuriosito vedere che, su Google, tra le ricerche più frequenti ci sia la moglie di Cédric Villani. Non so se dipenda dal successo del personaggio, dall’ammirazione che lo circonda (con tanto di fan al seguito ad ogni convegno), oppure dalla semplice curiosità. Sta di fatto che in qualche modo rende l’idea della presa che il matematico riesce ad avere nell’universo mediatico. Se ti interessa saperlo, la moglie si chiama Claire, ed è una biologa.

Non si può negare che il look non convenzionale lo abbia reso un personaggio, e che lui sappia anche giocare con il clichè del bizzaro, ma non sposta di una virgola il suo valore scientifico. Da tempo è anche un apprezzato divulgatore, raccontatore di storie come ama definirsi, che ha avvicinato alla matematica molti non addetti ai lavori. “Il cervello umano non è fatto per la matematica” ha detto. “E’ fatto per il linguaggio e le storie”. Ti invito a riflettere su queste parole la prossima volta che dovrai presentare un tuo progetto a qualcuno.

La matematica è sexy

In questo TED, Cédric Villani racconta cosa spinga i matematici a frequentare i numeri e le formule. Qual’è il loro segreto?

La matematica è molto di più di quello che abbiamo visto a scuola. E’ qualcosa di astratto che però si lega alle nostre vite in modo sorprendente.

La matematica è l’alfabeto nel quale Dio ha scritto l’universo.

– Galileo Galilei –

Lo dice anche Villani in un’intervista rilasciata a Piergiorgio Odifreddi.

La matematica può appassionare, soprattutto se la viviamo come una sfida per trovare una soluzione a un problema. Non si tratta solo di maneggiare numeri e formule. Sarebbe come credere (per fare un paragone profano) che giocare a calcio sia solo rincorrere un pallone. Dando una nuova prospettiva alla scienza riusciremo a capire il brivido di scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato. E tutto questo c’entra, eccome, con la creatività.

Photo credit: TEDxParis.


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