Come usare le mappe mentali

La mappe mentali sono una rappresentazione grafica del pensiero e non può mancare nella tua collezione di tecniche e metodi creativi. In questo post ti racconto come usarle al meglio e come possono aiutare il tuo pensiero creativo.

La tecnica è semplice, e questo ne ha favorito la fama mondiale, ma per essere usata con efficacia ha bisogno di essere capita fino in fondo.

Le mappe mentali (mind maps in inglese) sono utili in molte situazioni. Con un foglio, delle matite colorate, delle immagini e un uso sapiente di parole chiave e collegamenti, puoi organizzare il tuo pensiero in modo più efficace:

  • nel prendere appunti
  • nel memorizzare informazioni
  • nel prendere decisioni
  • nel trovare idee e soluzioni creative
  • nel capire un argomento complesso

Il metodo ti aiuta quindi a ragionare e a imparare in modo più produttivo e veloce. Nel tempo, la tua creatività ne sarà sicuramente felice.

L’occhio vuole la sua parte

L’idea di Tony Buzan, esperto di tecniche di apprendimento e inventore delle mappe mentali, è stata quella di sfruttare meglio la memoria visiva. Il nostro cervello infatti adora le immagini.

Il nostro pensiero, inoltre, si muove attraverso continue associazioni e salti mentali a partire da un punto centrale. Non procediamo quindi in modo lineare (1, 2, 3…) ma in modo radiante (collegamenti e associazioni tra elementi diversi uniti da un punto comune). Tony Buzan parla appunto di Radiant Thinking, pensiero radiante.

L’intuizione alla base delle mappe mentali nasce dalla scoperta di quanto fosse inefficace il modo in cui la maggior parte di noi prende appunti. Hai presente quei bei lenzuoli fitti di note ed elenchi, scritti usando una penna di un colore solo? Bene, non servono a niente.

Questo sistema non funziona perché:

  • nasconde i concetti chiave
  • rende difficile ricordare e memorizzare le informazioni

E’ come usare il nostro cervello con il freno a mano tirato. Davanti a un foglio di appunti monotono, la nostra mente vagherà annoiata.

Mettici l’anima nelle mappe mentali

Il nostro cervello lavora in modo multidimensionale – colori, odori, immagini, simboli – e apprezza le variazioni.

Quando crei una mappa mentale, produci del materiale “evocativo” che stimola il tuo cervello e lo mette nella condizione di stabilire nuove associazioni tra gli elementi che hai disegnato (e come già sai, stabilire nuove connessioni è una delle principali leve della creatività).

Più la tua mappa sarà ricca e graficamente dinamica, e tanto più userai il tuo tocco personale, tanto più il tuo cervello ti aiuterà a ricordare, a risolvere un problema oppure a trovare una soluzione creativa.

Come fare una mappa mentale

Ecco alcuni consigli per disegnare la tua prima mappa mentale.

1) Il punto centrale

La prima cosa che devi fare è stabilire qual’è il concetto di partenza, il nodo principale da cui iniziare a modellare la tua mappa e ad espanderla con i diversi rami (le associazioni mentali).

Puoi usare una parola chiave, ma il consiglio di Tony Buzan è fissare un’immagine che focalizzi l’attenzione e dia lo start agli ingranaggi del tuo cervello. E siccome le immagini hanno molta più forza delle parole, usale anche all’interno di tutta la mappa.

2) Usa i colori

Nel momento in cui hai iniziato a usare le mappe mentali, hai detto basta agli appunti noiosi e monotoni. Mentre crei la tua mappa, usa i colori in modo creativo per evidenziare i concetti e le ramificazioni, oppure per fare dei disegni o dei simboli evocativi.

3) Dagli ritmo

Dai importanza alle parole, alle immagini, alle ramificazioni cambiandone le dimensioni. Un concetto importante merita più peso di un piccolo dettaglio. A colpo d’occhio gli elementi chiave devono emergere, guidandoti nel strutturare o ristrutturare il tuo pensiero.
Muoviti liberamente sul foglio e occupa gli spazi in modo dinamico. Puoi battere la linearità soporifera creando un disordine “ordinato”, un “ritmo visivo” che attiva a più livelli il tuo cervello (colori, forme, tipo di linee, dimensioni, alternanza tra spazi pieni e spazi vuoti). Comportati come se fossi un musicista jazz durante una jam session.

4) Stabilisci buone relazioni

Gli elementi e le parole chiave che hai fissato sulla carta parlano tra di loro, e con il nodo centrale, attraverso quello che li unisce. Frecce e ramificazioni ti aiutano a stabilire delle relazioni che danno un senso e una direzione alla lettura della mappa (o più di un senso, se ad esempio introduci più alternative a uno stesso problema).

5) Unicità e chiarezza

La forza della tua mappa è nella sua unicità. Più riesci a creare qualcosa che ti colpisce e che è diverso da quello che hai fatto fino a quel momento, e più avrai per le mani una risorsa preziosa per il tuo pensiero creativo. Non frenare mai la tua fantasia o il processo di libere associazioni che ti fa saltare da un ramo all’altro.

L’unico limite che devi avere sempre presente è la chiarezza. Creatività non significa confusione. Un mappa diventa inutile quando ci sbatti dentro un’intera tavolozza di colori tra disegni poco chiari, grovigli di collegamenti e troppe parole per rappresentare un solo concetto.

Come NON fare una mappa mentale

E qui arriviamo alla parte delle cose che annullano l’efficacia della tua mappa mentale.

1) Confondere la mappa con uno schema

Se quando hai finito ti trovi difronte a una struttura ordinata dove non emergono relazioni nette e significative tra gli elementi, dove fatichi a stabilire una diversa “rilevanza” tra di loro, inizia a rivedere il tuo lavoro. Molto probabilmente hai fatto uno schema e non una mappa. In altre parole, hai dato una veste grafica a un procedimento di pensiero lineare, senza ottenere una struttura che ti aiuta a distinguere e a organizzare meglio il tuo lavoro (spero di essere riuscito a spiegarmi, perché se non hai mai fatto una mappa mentale è più difficile distinguerla da uno schema).

2) Scrivere delle frasi

Se vuoi spingerti lontano, elimina le frasi e usa le parole. La frase è qualcosa di compiuto che ha già preso una direzione. Se invece la spezzi in parole chiave, ognuna di esse può essere il trampolino di lancio per nuove associazioni di idee.

Soprattutto, abolisci completamente le note a margine e qualunque testo di spiegazione (anche breve: è come se prendessi un sonnifero prima di fare una partita a scacchi). Per attivare il tuo cervello, cerca di sforzarti di chiarire i concetti usando singole parole, simboli e disegni.

3) Buona la prima

Se sei ai primi tentativi con le mappe mentali non ti fermare al primo risultato. Rischi di aver fatto una mappa piatta e superficiale, dove tutto è ugualmente importante, e che non ti sarà di grande aiuto. Fai attenzione a non cadere nella trappola di iniziare e finire qualcosa a tutti i costi. Una mappa la puoi riprendere in un secondo momento, la puoi espandere con nuove associazioni, la puoi riscrivere oppure rifare da zero. Tutto questo ti aiuterà a migliorare la tecnica e a imparare a pensare in modo meno lineare.

Personalmente, io faccio sempre una bozza e poi la riscrivo. La maggior parte delle volte, mentre ricopio “in bella” la mappa, la rielaboro e aggiungo cose che non avevo pensato in un primo momento.

Come puoi usare le mappe mentali?

Abbiamo visto che disegnare una mappa mentale coinvolge il tuo cervello in un modo completamente diverso rispetto al pensiero lineare. Spesso siamo portati a ragionare e a trovare soluzioni un passo alla volta, strettamente legati a un sentiero logico.

Le mappe mentali, invece, ti portano molto più lontano grazie alla libera associazione di idee. Un salto mentale dopo l’altro, stabilisci nuove connessioni tra le informazioni che già conosci e dai alle intuizioni la possibilità di emergere più facilmente.

Le mappe mentali sono un ottimo strumento per organizzare le informazioni che hai raccolto all’inizio del processo creativo, mentre stai attraversando il periodo di incubazione della tua nuova idea.

E come sempre, la pratica rende perfetti. Se vuoi davvero usare bene questa tecnica, devi applicarla con regolarità in più occasioni possibili. Lo so che te lo dico ogni volta che descrivo una tecnica creativa, ma l’applicazione è l’unico modo per sapere se hai per le mani uno strumento che per te è realmente utile.

Risorse per le mappe mentali

Se vuoi approfondire l’argomento, ti segnalo il libro The Mind Map Book di Tony Buzan (se cerchi sul web, trovi anche la versione in italiano) da cui ho preso liberamente spunto per questo post.

Esistono anche molti software per costruire le mappe mentali. Eccone 5 che puoi provare per farti un’idea:


Condividi (?)

Commenti (2)

  1. Andrea gennaio 26, 2017
    • Alessandro gennaio 26, 2017

Lascia un commento