Caos o creatività? Il disordine creativo e la scrivania di Einstein

Esiste una relazione tra disordine e creatività? Se ne parla da tempo e studi recenti sembrano confermare che il caos aiuti la creatività. Buone notizie quindi per chi vive in mezzo a stanze incasinate.

Hai la scrivania in disordine? Non fartene un problema, stai per scoprire qualche dritta per zittire i tuoi colleghi maniaci dell’ordine. Però, leggi tutto l’articolo prima di pensare che basta essere disordinati per essere dei geni. Alla fine, ti parlerò della scrivania di Einstein e vedremo che cos’è il disordine creativo.

Ora però partiamo con i risultati di uno studio scientifico.

Un gruppo di ricercatori della Carlson School of Management, dell’Università del Minnesota, nel 2013 ha fatto degli esperimenti per studiare come l’ambiente influenzi la creatività.

Il punto di partenza dell’indagine erano alcune ricerche precedenti che dimostravano come un luogo ordinato potesse incoraggiare comportamenti convenzionali. All’opposto, un ambiente disordinato porterebbe le persone a ricercare la novità e a deviare dalla tradizione.

I ricercatori hanno fatto diverse prove e i risultati hanno confermato le ipotesi iniziali.

Cosa succede in un ambiente disordinato

Per prima cosa, i ricercatori hanno creato due ambienti completamenti differenti: uno ordinato e pulito, l’altro con tavoli pieni zeppi di documenti sparsi alla rinfusa e fogliettini appesi alle pareti. Poi hanno hanno invitato 188 persone, convinte di partecipare a una ricerca di marketing, a visitare le stanze per testare dei frullati alla frutta. I prodotti erano divisi in due assortimenti, “nuovo” e “classico”.

Chi aveva fatto il test nella stanza disordinata, tendeva a preferire la novità e sceglieva molto più spesso l’assortimento nuovo rispetto ai tizi più “precisini” dell’altra stanza.

Sempre per confrontare la diversa influenza esercitata da stanze ordinate e disordinate, a un altro gruppo di persone è stato chiesto di inventare dei nuovi usi per delle palline da ping pong.

Seconda conferma dell’ipotesi iniziale: il gruppo che ha lavorato nel disordine ha prodotto più idee e molto più innovative. E siamo 2 a 0 per il caos.

Gli effetti dell’ambiente ordinato

La ricerca ha anche dimostrato come un ambiente ordinato possa influire positivamente sulle persone.

In un terzo esperimento è stato chiesto di compilare un questionario, anche qui dividendo i partecipanti in due stanze. Al termine del test, a tutti è stato chiesto se volessero contribuire a un progetto di beneficenza donando del denaro. Poi, mentre si discuteva dei risultati dei questionari, è stato offerto loro del cibo. Potevano scegliere tra una mela o un dolce.

Chi aveva fatto il test nella stanza ordinata tendeva a donare più soldi e a scegliere la mela, confermando quello che già si sapeva sulla relazione tra ordine, comportamenti altruistici e tendenza ad allinearsi a valori etici e tradizionali.

Che cos’è il disordine creativo

Torniamo al caos creativo. A questo punto, a chiunque ti rimproveri per qualche foglio di troppo sulla scrivania, potrai sempre rispondere: non è un scrivania disordinata, è creativa.

Puoi anche prendere spunto dalla scrivania di Albert Einstein, nota per essere strabordante di libri, documenti, appunti e fogli di ogni tipo.

Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa sarà segno allora una scrivania vuota?

– Albert Einstein –

Detto questo, credo che sia azzardato affermare che le persone disordinate siano più creative di quelle ordinate. O meglio, va capito bene cosa significa disordine creativo.

C’è da immaginarsi che Einstein fosse talmente preso dal suo lavoro che non avesse né il tempo né la voglia di mettersi a fare ordine. Aveva priorità molto più importanti delle condizioni della sua scrivania. Però, e potrei scommetterci, se il caos avesse messo in crisi la qualità del suo lavoro avrebbe di sicuro preso dei provvedimenti.

Avere una scrivania in disordine non autorizza, inoltre, a lavorare a casaccio e in modo raffazzonato (così come una scrivania ordinata non è sinonimo di intelligenza e chiarezza mentale).

E’ probabile che i grandi geni si circondino di talmente tanti stimoli intellettuali che, a un certo punto, non sanno più dove metterli. Ma sono le stesse persone che procedono nel loro lavoro con metodo impeccabile, non lasciando nulla al caso e imponendosi una disciplina di ferro nei momenti di difficoltà. E’ gente che ha le idee chiare, direbbe mio nonno.

Ci sono pittori che lavorano in laboratori dove sembra appena entrato un urgano, con le tele e i cavalletti che impediscono al visitatore di muoversi, bozzetti e barattoli di vernice ovunque, e una quantità di polvere nell’aria da togliere il resipiro. Eppure, questi artisti in apparenza disordinati, custodiscono gli attrezzi del mestiere come fossero strumenti chirurgici e perfezionano di continuo la loro tecnica.

Dare un ordine al disordine

Ordinare il disordine (e disordinare l’ordine) è compito della creatività. Ed è più facile a dirsi che a farsi. C’è anche chi si lascia travolgere dal caos, perde tempo e non ne ricava niente di utile.

Essere disordinati potrebbe assomigliare alla capacità di accettare la complessità, fino a entrarci per sguazzare, ma solo chi ha talento ne esce stabilendo nuove connessioni e creando nuove forme. Per questi motivi, il rapporto tra creatività, disordine e ordine è una faccenda molto complessa.

Il caos è solo ordine che attende di essere decifrato.

– José Saramago –

Una cosa è sicura: l’eccesso di ordine e un ambiente monotono intrappolano la creatività. Troppi uffici, in cui le persone passano molte ore della loro vita, sembrano fatti apposta per togliere ogni scintilla creativa. Viene davvero voglia di dire “lasciate ogni speranza voi ch’entrate”.

Investire sulla qualità degli ambienti di lavoro non è buttare soldi in mobili costosi e scrivanie di cristallo, da tenere rigorosamente lucide e splendenti. Il design non dovrebbe mai essere più importante delle persone. Si tratta di costruire uno spazio che aiuti ad essere creativi, a sentirsi “autorizzati” a osare e a deviare dalle regole, a tentare soluzioni innovative e impreviste.


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