Creatività: maneggiare con cura le definizioni

Che cos’è la creatività? Lo dico subito: per quanto se ne parli, definirla in poche righe è difficile. Molti autori, soprattutto nel campo della psicologia, ci hanno provato con risultati diversi. Ognuno ha la sua definizione e molte nemmeno si assomigliano (e spesso si contraddicono).

Quindi? Mica ci arrendiamo. Ora facciamo un giro un po’ largo sul tema e capirai perché non sia facile arrivare a una definizione precisa. Anzi, alla fine non avremo nemmeno una definizione generale e, probabilmente, ce la caveremo bene lo stesso.

Se però non ti va l’idea di esplorare il concetto, puoi andare subito a vedere come funziona la creatività attraverso le fasi del processo creativo.

Cos’è la creatività? E’ facile prendere un abbaglio

Come ti dicevo, esistono molte teorie e approcci alla creatività. Credo però che sia poco utile avere per le mani una definizione convincente di poche righe. Basterebbe una semplice obiezione per trovarsi con un pugno di mosche in mano.

Il tema è sfuggente e ricco di sfumature. Dalle grandi invenzioni e alle opere d’arte, dalle scoperte scientifiche al design, da un nuovo metodo di allenamento e da mille altre cose che vedi facendo un giro sul web, si capisce che gli approcci creativi si trovano ovunque.

A volte il termine é usato a sproposito (hai presente quei rottami colorati comprensibili solo da chi li ha prodotti e che ti dicono essere “arte”?), ma creare é una caratteristica umana e molto diffusa. Capita anche che ci emozioni lasciandoci a bocca aperta. Tutto questo a me piace molto.

Le infinite applicazioni creative non comprendono le schifezze. Cianfrusaglie, idee sgangherate e pacchianate varie sono tutt’altra cosa, tuttavia anche questa molto umana.

Il mito e gli stereotipi sulla creatività

La cultura di massa in cui siamo immersi e i media degli ultimi 50 anni hanno strombazzato parecchio attorno al concetto di creatività. Il creativo, la persona che fa qualcosa di nuovo e “bello”, è spesso guardato e raccontato come un eroe che grazie alle sue straordinarie intuizioni cambia il mondo, diventa ricco e ammirato.

Non vale solo per gli artisti, nell’ultimo decennio sono infatti salite parecchio le quotazioni degli imprenditori, soprattutto quelli che hanno a che fare con il web e le nuove tecnologie.

Fai un esperimento: ogni volta che “incontri” uno di questi personaggi, pensa a come viene descritto. C’è spesso un’aurea magica che illumina la scena, una genialità pura e inaccessibile a noi comuni mortali che possiamo giusto sgranare gli occhi (beh, ogni tanto anch’io faccio parte di quelle folle estasiate con gli occhi spalancati).

Indubbiamente il talento è importante, ma non basta. Determinazione, abilità tecniche, motivazione, e chissà quante altre qualità che richiedono tempo e fatica fanno parte del bagaglio di artisti, innovatori, designer, pubblicitari, ingegneri, ricercatori, atleti ecc.

Se eri distratto, ti ripeto le uniche due parole davvero magiche che un po’ tutti scansiamo: tempo e fatica.

Prima di fantasticare sul conto in banca dei nostri eroi, fermiamoci a riflettere. Sei disposto a fare dei sacrifici per portare avanti il tuo progetto? Molte persone, tra cui tu ed io, abbiamo idee creative, ma quante volte ci siamo tirati su le maniche per realizzarle? In un momento di blocco, siamo stati capaci di cambiare punto di vista e prendere una direzione nuova? Non sto nemmeno a dirti il numero di progetti che non ho mai iniziato o quelli che ho abbandonato.

Bene, ho però due buone notizie:

  • il lavoro duro paga sempre
  • tutti possiamo diventare più creativi

Forse non apriremo un’azienda che fatturerà milioni di euro, non scriveremo mai un romanzo che entrerà nella storia e nemmeno ci troveremo in testa alla top ten delle canzoni più scaricate. Pazienza. Se però ci impegniamo e sviluppiamo maggiore consapevolezza, qualcosa di bello, utile, migliore o completamente nuovo possiamo farlo anche noi. Il pensiero divergente è soprattutto un’attitudine da coltivare.

Le fasi del processo creativo

La creatività non si esaurisce in un singolo istante. E’ un processo fluido e non lineare che segue diverse fasi in un arco temporale che è impossibile quantificare. Dipende dalla situazione, dalla persona, dal contesto socio-culturale e da molti altri fattori.

In estrema sintesi possiamo pensare a 4 fasi del processo creativo:

  • Preparazione
  • Incubazione
  • Illuminazione
  • Realizzazione

Vediamole più nel dettaglio.

1. Preparazione

La fase di raccolta delle informazioni necessarie per risolvere un problema o per conoscerlo più a fondo. E’ un momento di attenta osservazione e ricerca attraverso fonti diverse, compresa l’analisi di teorie precedenti, prodotti simili, tentativi falliti e ipotesi fantasiose. Si analizzano dati, ci si pone domande su come utilizzarli e si inizia a sperimentare.

2. Incubazione

E’ il momento di profonda riflessione su tutto quello che si é raccolto e sviluppato nella fase precedente. Se siamo in questa fase è perché una soluzione vera e propria non ce l’abbiamo ancora, oppure qualcosa non funziona come ci si aspetterebbe. Il problema é ancora lì, davanti ai nostri occhi e dentro la nostra testa. Il cervello infatti, a volte in modo inconscio, sta assemblando tutto, riorganizzando le informazioni, cercando un senso e una direzione.

3. Illuminazione

Bang! E’ la luce che accende la lampadina e ci consegna un ordine imprevisto degli elementi con cui abbiamo lavorato fino a questo momento. E’ l’istante che cambia il corso del processo. Tra tutte le ipotesi e le alternative che abbiamo per la mente ecco emergere improvvisamente quella che funziona (attenzione: questa é la fase che può essere confusa con l’intera creatività, invece é uno dei passaggi).

4. Realizzazione

Se l’idea regge e supera l’entusiasmo iniziale confermandosi buona, allora si va verso la chiusura del processo. Non é scontato, molte idee brillanti si scontrano con difficoltà “pratiche” al momento della realizzazione (mio nonno diceva, tra il dire e il fare…).

Ogni fase attraversa dei momenti di difficoltà e ne riparleremo. Durante il processo creativo, che può essere molto lungo, saremo tentati più volte di cambiare idea. Lotteremo con l’ansia e le esaltazioni momentanee, incontreremo ostacoli di vario tipo, saremo aiutati dal caso (le botte di c. valgono sempre) oppure ci fermeremo per un po’ e poi riprenderemo a correre.

Prendiamo due romanzi, anche se di lunghezza diversa: Victor Hugo impiegò quasi 15 anni per scrivere I Miserabili, mentre Fëdor Dostoevskij completò Il giocatore in 28 giorni. Stesso discorso per le scoperte scientifiche. Alcune richiedono vent’anni di studi prima di essere formulate e altri vent’anni per essere accettate dalla comunità scientifica.

E’ una faccenda molto personale, ognuno ha la sua storia, però tutte le tappe sono ugualmente importanti. Capita di focalizzarsi solo sull’illuminazione, sul lampo geniale, ma una raccolta di informazioni scarsa e poco approfondita porta a un’incubazione “tiepida” che ci farà naufragare alla prima tempesta.

Un ingrediente (non troppo) segreto: la passione

Ti faccio un esempio.

Dopo che hai studiato a fondo la musica e i movimenti per suonare la chitarra, dopo che hai ascoltato le canzoni che più ti piacciono e hai imparato a suonarle alla perfezione, dopo che sei andato a molti concerti e dopo che hai fondato la tua prima band, é arrivato il momento di scrivere la tua prima canzone.

Prendi la chitarra e dopo poco ti accorgi che la tua nuova creatura assomiglia troppo a una che già conosci. Cambi tutto, prendi una nuova strada ma ti sembra banale. Così fai qualche modifica e poi lasci perdere, hai un altro impegno e riprenderai quando torni a casa.

Passano i giorni e alla nuova canzone ci dedichi meno tempo. Poi, hai una data in cui vuoi suonarla a tutti i costi e ti fermi. Onestamente, non è bellissima ma almeno é finita. La provi con gli altri della band e i loro pareri ti confermano quello che già sai: fa schifo! Passerà molto altro tempo prima che riprenderai in mano quella canzone, e poi in fondo non è nemmeno urgente perché per fare una data in un pub basta essere bravi con le cover.

Ok, magari questo esempio non ti convince, eppure è una storia vera. Un mio amico ha fatto proprio quello che ho appena scritto (non c’è niente di sbagliato, sia chiaro, ma é un ottimo spunto per ragionare).

Oltre alla competenza tecnica e all’approccio creativo al problema, è necessaria una buona dose di passione per superare tutte le frustrazioni che nascono nel creare qualcosa di nuovo. La creatività non è una faccenda di pochi secondi e richiede impegno. E la costanza per continuare a sperimentare nasce dalla motivazione verso l’obiettivo e dalla passione per quello che si fa. Prendo in prestito una frase celebre e la personalizzo: ti può piacere la meta, ma soprattutto ti deve piacere anche viaggiare verso quella meta.

Un ingrediente (spesso) segreto: la fortuna

Prima lo abbiamo appena accennato, ci ritorno perché è importante. Spesso un evento fortunato aiuta a risolvere un problema (eh sì, anche la razionalissima scienza a volte avanza con di botte di c.).

Un caso piuttosto famoso é quello di Alexander Fleming, biologo e farmacologo britannico. Nel 1928 torna da una vacanza e trova nel suo laboratorio una cultura batterica dimenticata aperta, che nel frattempo si é contaminata con delle muffe. Prima di gettarla si accorge però che i batteri sono scomparsi. Così isola il tipo di fungo specifico, lo prova su vari tipi di batteri e scopre che è efficace. E’ nata la penicillina.

Fleming è stato aiutato dal caso, vero, ma ha anche scelto di approfondire e verificare quello che gli é capitato. Io e te avremmo buttato via tutto e saremmo andati a dormire sereni.

Le parole di Louis Pasteur, chimico e biologo francese, sono illuminanti:

Il caso favorisce la mente preparata.
– Louis Pasteur –

La creatività, un attrezzo buono per qualunque uso?

Stiamo parlando di qualcosa di molto vasto, ma non per questo possiamo applicarla allo stesso modo ovunque.

L’utilizzo di tecniche specifiche, la maggiore consapevolezza del tuo personale processo creativo e la capacità di metterti nelle migliori condizioni per avere idee sono tutti “attrezzi” che ti possono aiutare in campi diversi. Anzi, un’ idea creativa nasce spesso unendo elementi che provengono da contesti diversi.

Ok, però pensaci bene: le persone tendono a trovare soluzioni creative in un contesto specifico. Non puoi essere eccellente ovunque. Certe cose, addirittura, è meglio che le lasci perdere oppure le guardi con sano realismo.

Ti faccio un esempio per capire meglio cosa intendo.

Quentin Tarantino è uno dei registi più creativi che io conosca (se ti ho fatto questo esempio è proprio perché lo adoro), eppure potrebbe fallire clamorosamente nell’inventare un nuovo materiale plastico completamente biodegradabile.

Te lo vedi Quentin Tarantino che scarabocchia formule e armeggia provette in laboratorio? Mettiamo anche che voglia davvero trovare quel tipo di materiale, e che quindi abbia la motivazione per passare molto tempo a provare e riprovare soluzioni. Il progetto potrebbe impantanarsi perché il nostro regista non ha le basi scientifiche per aggirare un problema oppure, più semplicemente, perché si lascia distrarre dalle tecniche con cui hanno montato un video sulla storia della plastica. Insomma, non é il suo mestiere.

Un consiglio

L’argomento é molto ampio e i punti di vista per avvicinarlo sono tanti. Ognuno, anche un uomo che non è mai uscito da un bosco e non sa né scrivere né leggere, sperimenta e crea a modo suo.

La creatività é in ognuno di noi, magari un po’ sepolta e sottovalutata, ma c’è. Alle volte, addirittura, abbiamo paura a esprimerla. E invece possiamo risvegliarla, conoscerla meglio e farla crescere.

In che modo?

Ci sono delle tecniche e altre cosette interessanti (e ne riparleremo), ma soprattutto: serve impegno. Lo so, l’ho già detto, ma senti che cosa ci dice Thomas Edison, pluricitato inventore geniale e imprenditore americano:

Non c’è sostituto al duro lavoro.
– Thomas Edison –

Da qui il mio suggerimento: fai attenzione a tutti quelli che ti dicono di avere la formula magica per diventare creativi. Se poi è facile e veloce, voltati dall’altra parte e vai per la tua strada. Non sono diversi dagli spacciatori che promettono di avere la formula magica per la felicità.


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