Inventarsi un lavoro usando il buon senso (ma non troppo)

Non è facile inventarsi un lavoro, ma è possibile farlo. Molte persone sono riuscite a creare il lavoro dei loro sogni tenendo sempre presente questa idea, anche quando tutto girava storto. E’ anche vero che molti hanno fallito, sempre seguendo la stessa idea. E quindi?

Le false speranze non ti portano da nessuna parte e quindi ti dico subito che non tutti riescono a crearsi un reddito in proprio, anche se lavorano a testa bassa dodici ore al giorno. Inventarsi un lavoro può sembrare un’illusione, ma se usi il buon senso, e ci metti coraggio, hai molte più possibilità di farcela.

Tra poco vedremo i passi da compiere per creare un lavoro da zero, intanto facciamo un po’ di ping pong tra riflessioni contrastanti per scaldare i motori.

Qualche riflessione prima di inventarsi un lavoro

Inizio a farti una domanda semplice: quanto sei stufo del tuo lavoro? Stai pensando ai tuoi capi, a certi colleghi, alle ore in coda o in treno…

Ok, pensa anche che essere disoccupati è un grosso problema. A meno che tu non ti sia svegliato ora, dopo dieci anni di sonno ininterrotto, saprai bene che nel nostro paese la crisi ha colpito molto duramente. Se vuoi è banale, ma senza soldi non si mangia e le chiacchiere stanno a zero. Stop.

Però, ti dico anche che non è meno grave essere intrappolati in un lavoro che azzera la tua soddisfazione, che ti ammazza un giorno dopo l’altro in una morsa sempre più stretta di ansia e routine insane. Insomma, viviamo una volta sola, e farlo da schifo ma stipendiati non è certo consolatorio.

A dirla tutta, non è nemmeno necessario avere un problema per scegliere di farcela da soli, come imprenditori di sé stessi. Può essere una sfida personale, una scelta che può portarti al successo o al fallimento, ma che anche nel peggiore dei casi ti avrà regalato giornate di libertà creativa che ti rendono un professionista migliore.

Lo so, se hai 40 o 50 anni non è così facile inventarsi una nuova carriera. Non solo per una questione anagrafica, perché c’è anche la famiglia, i figli che studiano, il mutuo e mille altre cose da prendere in considerazione.

C’è poco da fare: devi scegliere cosa è meglio per te. Se hai scelto di cambiare lavoro, e metterti in proprio, la strada è in tremenda salita. Non esistono ricette magiche che ti portano al successo in pochi mesi. Puoi anche non sapere cosa fare esattamente (all’inizio del tuo percorso), ma devi essere certo che puoi accettare una vita molto meno stabile, con ampi margini di fallimento.

Comunque inizia a pensarci e rifatti la domanda che ti ho scritto all’inizio. Fallo, dico sul serio. Prendere coscienza di un problema è il primo passo per risolverlo.

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi.

– Ernest Hemingway –

Ok, teniamo alto il morale, perché esiste anche l’altra metà del bicchiere. Oltre i fallimenti, ci sono anche i successi. Eh sì, perché se ti andasse bene il tuo progetto, allora la tua vita cambierebbe in meglio (qualunque sia il lavoro che vuoi crearti, perchè aprire una gelateria in proprio, fondare una startup o diventare un artista affermato possono darti le stesse soddisfazioni).

Fatte queste considerazioni, ecco qualche consiglio per inventarsi un lavoro.

Il punto di partenza: l’idea

Dopo che hai detto “adesso basta”, e sai che non è lo sfogo di una rabbia passeggera ma una presa di coscienza di un problema o di una concreta aspirazione al cambiamento, è il momento di darsi da fare. Ora tocca alle idee.

Hai bisogno di scegliere una direzione da prendere, e per adesso lascia stare i soldi (che ti mancano, che hai, che vuoi fare o che non vuoi perdere). A quelli ci pensi dopo. Ora concentrati su 3 cose che già ti appartengono.

  1. Le tue abilità: cosa sai fare?

    Nella tua vita hai sviluppato delle competenze che ti possono tornare molto utili. Potresti continuare a fare il tuo lavoro come consulente, oppure usare le tue conoscenze per lanciare la tua startup in un altro settore. Ogni cosa che hai imparato nella tua vita è una risorsa preziosa: le tue esperienze, sommate a quello che sai fare, ti rendono unico. Più riesci a trovare la combinazione giusta e più ti ritagli un nuovo lavoro su misura per te.

  2. Le tue relazioni: chi conosci?

    Questo punto è anche più importante del precedente. Non sto parlando di favoritismi e dei famosi “calci nel culo”, ma del lato più nobile della tua rete di conoscenze personali. Conosci qualcuno che può aiutarti a perfezionare la tua idea? Hai degli amici da coinvolgere nel progetto? Parlane con le persone di cui ti fidi e raccogli più impressioni possibile.

    Occhio agli eccessi. Non essere la persona che al bar ti ammorba con tutti i suoi progetti, che non realizzerà mai, e che ti fa un sacco di domande tenendo buone solo le risposte che vuole sentire. Il rischio di cadere in questa specie di sordità è molto alto, visto che si tratta del tuo progetto personale e che ci investi non solo tempo e denaro, ma anche molta autostima.

  3. La tua passione: cosa ti piace?

    Più passione metti in quello che fai, più hai possibilità di riuscire. Un ragionamento tanto semplice da sembrare una frase fatta, ma funziona davvero così. Diventare imprenditore, free lance, startupper, musicista, scrittore, attore, non è una passeggiata. Dovrai superare molte difficoltà e senza una vera passione durerai poco.

    Inventarsi un lavoro ha come obiettivo quello di esprimere sé stessi e la propria creatività personale. Non cercare l’innovazione a tutti i costi, pensa piuttosto a quello che ti piace fare (fruga nei tuoi cassetti e negli hobby in cui ti sei più divertito) e prendine spunto per la tua nuova attività.

    Affidati al tuo istinto e lascia perdere i consigli sulle ultime tendenze del mercato.

    Non hai bisogno di un meteorologo per sapere da che parte soffia il vento.

    – Bob Dylan, Subterranean Homesick Blues –

Da avere un’idea a fare un progetto (il business plan)

Ora che hai un’idea più precisa su come creare un lavoro, passa alla progettazione del prodotto/servizio che vuoi offrire. Questa fase è cruciale. Alla fine dei tuoi ragionamenti dovresti definire un business plan, un breve documento che sintetizza la fattibilità dell’idea e che chiarisce quale strategia vuoi usare per raggiungere degli obiettivi precisi.

Una raccomandazione: scrivilo questo benedetto business plan. Fissalo su carta per non lasciarti fuorviare dalle bizze del pensiero che corre da un punto all’altro, facendoti sentire sulla strada buona o sull’orlo del baratro. Inventarsi un lavoro richiede metodo.

Hai bisogno di farti molte domande sull’affidabilità del tuo nuovo business, perché è da quello che guadagnerai i soldi per vivere. Concentrati su tre aspetti:

  1. Il valore che pensi di offrire.

    Può essere una consulenza mirata a un settore specifico, un servizio più eccellente della concorrenza (argomentalo con fatti e non solo con i superlativi), un nuovo punto di vista su un argomento, un prodotto che risolve una nuova esigenza o che offre prestazioni migliori.
    Trovare qualcosa, nel tuo prodotto/servizio/opera d’arte/ecc., che ti renda riconoscibile e innovativo aumenta le possibilità di far sopravvivere la tua “startup”.

  2. Le persone con cui realizzerai il valore.

    Hai bisogno di uno o più soci? Quali competenze ti servirebbero ma non riesci a sviluppare da solo? Se lavori da solo sei libero e flessibile, in un team puoi costruire qualcosa di più grande e sopportare meglio lo stress condividendo le emozioni.

    Non c’è una soluzione giusta in assoluto, dipende dal tipo di lavoro che stai inventando. Attenzione però alla gestione delle relazioni interpersonali nel gruppo, che possono affondare un nuovo business o renderlo invincibile. Un consiglio se vuoi costruire un team: cerca di condividere il tuo lavoro solo con persone motivate dal progetto in sé e con cui puoi permetterti di discutere sinceramente, soprattutto nei momenti di difficoltà.

  3. Abituati a spiegare a chiunque cosa intendi fare.

    Cerca di essere chiaro, sintetico e coinvolgente. Anche l’idea migliore al mondo è inutile se nessuno la capisce o se nessuno è disposto a pagare per provarla. Mettere semplicità nel tuo discorso, inoltre, è un modo fantastico per chiarirti le idee ed elaborare nuove strategie per tenere uniti tutti i pezzi del piano.

Mentre stai scrivendo il tuo business plan, ti potrebbero venire in mente molti accorgimenti per rendere più forte la tua idea. Inizia a fare qualche esperimento e non trascurare quello che di solito fanno gli imprenditori di successo:

  • confrontati con la concorrenza (studiala a fondo, cerca di capire perchè hanno fatto certe scelte)
  • aumenta le tue competenze di base investendo nella formazione
  • cerca di conoscere gente interessante (soprattutto persone che stanno vivendo, o che hanno vissuto, un’esperienza simile alla tua)

Ora capisci perché ho scritto che la determinazione non basta? Ci vuole anche molto buon senso per inventarsi un lavoro. Che non significa essere sicuri al 100% di qualcosa, perché qualche rischio dovrai prendertelo se vuoi creare qualcosa di nuovo.

Concediti del tempo per riflettere e per organizzarti. Se non sei ancora pronto, aspetta. Se invece hai solo paura di fallire (e devi imparare a conviverci), passa invece alla prossima fase.

L’uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi.

– Erich Fromm –

Da avere un progetto a inventarsi un lavoro

Ti stai avvicinando al lancio. L’adrenalina sale e cominci a dubitare di tutto, ed è normale che sia così. Se hai già un lavoro, probabilmente sei vicino a dare le dimissioni e passi le notti a domandarti se stai facendo la cosa giusta.

Puoi anche prendere tempo, mantenendo il tuo lavoro in attesa di avere un volume d’affari che ti dia maggiori certezze. Capita spesso. Alcune persone finiscono con l’inventarsi un lavoro vero e proprio dopo aver arrotondato lo stipendio per qualche mese.

Una cosa è sicura: metterti con le spalle al muro ti aiuta a trovare la motivazione per dare il meglio. Se il lavoro che hai inventato diventa il tuo unico lavoro, e non hai altre alternative e vie di fuga, ti assicuro che farai di tutto prima di gettare la spugna. Avrai una mente che viaggia a velocità supersonica (la necessità aguzza l’ingegno, direbbe mio nonno).

Il buon senso, però, resta il tuo fedele alleato per creare un lavoro da zero. Ti consiglio infatti di preparare il terreno con qualche accorgimento “salva vita”:

  • assicurati di avere dei risparmi a cui attingere durante la tempesta (non serve un grosso patrimonio per partire, accumulare troppi soldi può diventare solo un modo per rimandare all’infinito il tuo progetto)
  • cerca un posto dove lavorare a costi accessibili (se riesci a lavorare da casa è perfetto)
  • consulta un commercialista per gli aspetti fiscali, soprattutto se vuoi aprire una startup (guarda anche i bandi di finanziamento per le aziende innovative)
  • riduci le spese (taglia tutto il superfluo, ogni spesa inutile accorcia il tempo in cui potrai “permetterti” di essere un imprenditore in cerca della sua strada)
  • pensa a come proporti sul mercato in modo professionale (logo, sito web, materiale commerciale, ecc.) per far capire che conosci la differenza tra essere nuovi arrivati ed essere solo degli sprovveduti
  • parti in piccolo e non strafare (la regola dei piccoli passi ti permette di gestire meglio la tua nuova attività e di espanderla, o cessarla, senza traumi).

Inventarsi un lavoro: dopo il buonsenso, arriva il coraggio

Sei pronto, credi davvero nel tuo progetto, hai fatto tutte le cose per bene, ma… sai anche che è lunga la lista di quelli che hanno provato a cambiare vita e poi sono tornati indietro con la coda tra le gambe. E tu non vorresti essere tra quelli, e ti dico una cosa: non è per i soldi che ti preoccupi. Sai cosa ti rode? E’ il sorriso ebete di chi ti augura buona fortuna e che a parole si schiera dalla tua parte, ma tu sai bene che sarà il primo a darti dello stupido se finirai per terra.

Consolati che è successo, e continuerà a succedere, a tutti quelli che creano qualcosa di nuovo o che cercano di inventarsi un lavoro.

Sarebbe un peccato se rinunci a un’esperienza straordinaria come il vivere del tuo lavoro, facendolo crescere e crescendo tu stesso come persona e come professionista. Non riuscirai a realizzare il tuo sogno? La tua startup chiuderà i battenti in due anni? Pazienza, cercherai un nuovo lavoro da dipendente. L’esperienza che hai fatto ti avrà comunque arricchito e porterà valore nell’azienda che sceglierà di assumerti.

Quello che ottieni raggiungendo i tuoi obiettivi non è così importante come chi diventi realizzando i tuoi obiettivi.

– Johann Wolfgang von Goethe –

Non dimenticare mai che molti grandi successi, imprenditoriali e artistici, sono nati dalle ceneri del fallimento. Inoltre, la parola “successo” significa poco. Da una situazione svantaggiosa potrebbero nascere delle opportunità che al momento non riesci nemmeno a immaginare.

Insomma, va bene usare tutto il buon senso possibile, ma per inventarsi un lavoro serve anche del coraggio. E questo vale a 20 come a 50 anni. Le idee troppo sensate non portano a grandi innovazioni.

Se stai esitando nella tua scelta, spero che ti possano aiutare le parole di Walter Bonatti, uno dei più grandi alpinisti ed esploratori italiani.

La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo. Se praticata in un certo modo è una scuola indubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano. Se io dunque traspongo questi princìpi nel mondo degli uomini, mi troverò immediatamente considerato un fesso e comunque verrò punito, perché non ho dato gomitate ma le ho soltanto ricevute. È davvero difficile conciliare queste diversità. Da qui l’importanza di fortificare l’animo, di scegliere che cosa si vuole essere. E, una volta scelta una direzione, di essere talmente forti da non soccombere alla tentazione di imboccare l’altra. Naturalmente il prezzo da pagare per rimanere fedele a questo «ordine» che ci si è dati è altissimo.

– Walter Bonatti –


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