Come trasformare la noia in creatività

Spesso pensiamo alla noia come a qualcosa di brutto che rovina le nostre giornate. Sembra uno stato d’animo di cui avere paura e da sconfiggere, quando invece può essere una fonte di creatività molto preziosa. Prima di preoccuparsi su cosa fare per non annoiarsi, sarebbe meglio capire che cosa si può fare con la noia.

La noia è un’emozione come un’altra, quindi è naturale e ha la stessa importanza della felicità e della soddisfazione. Tendiamo però a viverla come qualcosa di spiacevole, a cui cerchiamo di dare sollievo impegnandoci in qualunque cosa ci distragga.

Annoiarci ci spaventa, è come se aprisse una voragine sotto i nostri piedi. E se non ci spaventa, ci fa sentire in colpa. Siamo condannati: ogni momento di calma è vissuto come tempo perso, ogni istante non produttivo è un metro di strada in meno in una corsa verso chissà dove.

Dai nostri genitori abbiamo imparato a calcolare quel che l’ozio ci fa perdere, non quello che ci fa guadagnare. Oggi, dobbiamo imparare di nuovo a rilassarci. È un mestiere come un altro; una vocazione, anche.

– Paul Morand –

In alcuni casi estremi, la noia può essere paragonata alla depressione nel portare le persone alla ricerca di stimoli “forti”, come l’abuso di droghe e di alcool. Non solo. In alcuni esperimenti psicologici, condotti dal Prof. Timothy Wilson dell’Università della Virginia, alcune persone private di stimoli e lasciate da sole con i propri pensieri arrivavano a scegliere delle piccole scosse elettriche pur di “ammazzare” il tempo.

Ora proviamo a vedere la noia con occhi diversi e cerchiamo di capire come si trasforma in creatività.

La noia aiuta la creatività

La ricercatrice inglese Sandi Mann, della University of Central Lancashire, ha condotto alcuni esperimenti su dei campioni di persone per dimostrare come la noia abbia un effetto positivo sulla fantasia.

I partecipanti alla ricerca sono stati divisi in due gruppi che dovevano pensare a tutti i possibili usi di due tazze di polistirolo. A un gruppo, però, è stato prima chiesto di trascrivere dei numeri telefonici per un quarto d’ora. Queste persone hanno trovato più soluzioni creative rispetto a quelle non impegnate nell’attività ripetitiva (e noiosa).

In un secondo esperimento simile al precedente, a un gruppo è stata assegnata come prima cosa una lettura ripetitiva, compito ancora più soporifero della trascrizione dei numeri. E i risultati creativi, sui possibili usi delle tazze, hanno premiato ancora una volta il gruppo degli “annoiati”.

Commentando lo studio, Sandi Mann si è anche detta preoccupata di come le nuove tecnologie stiano togliendo le occasioni per annoiarci, riempiendo ogni nostro momento libero con giochi sul cellulare, social media, video, ecc. Il pericolo più grosso è per i bambini, a cui viene tolta la possibilità di imparare a sognare ad occhi aperti, abilità fondamentale per sviluppare da adulti il proprio pensiero creativo.

Non mi sembra un uomo libero quello che non ozia di tanto in tanto.

– Cicerone –

Come funziona la noia

Il fenomeno non è ancora completamente chiarito, ma la scienza è sempre più convinta che la noia rappresenti uno stato creativamente fertile da cui il cervello parte per trovare soluzioni originali.

La noia è un momento di calma piatta soltanto apparente. Il nostro cervello riorganizza il materiale inconscio, a cui basta davvero poco per farsi notare dalla coscienza. Così, quando si focalizza l’attenzione, si colgono nuove intuizioni. Assomiglia molto a quello che succede nella fase di incubazione del processo creativo.

La noia è uno spazio dove possiamo entrare in contatto con noi stessi e con le nostre aspirazioni. Non è tempo perso, perché la nostra mente riempie il vuoto con domande, idee e progetti. E’ anche la situazione giusta per capire meglio cosa è davvero importante per noi.

Un uomo non è ozioso se è assorto nei propri pensieri; esiste un lavoro visibile ed uno invisibile.

– Victor Hugo –

Essere annoiati assomiglia molto a un momento di solitudine. Così come c’è chi fugge spaventato in cerca di compagnia, anche nei momenti di vuoto c’è chi cerca di riempirli a tutti i costi. Ma c’è anche chi riesce a considerarli come un’opportunità di riflessione profonda, e si concede il tempo necessario perchè il pensiero creativo faccia il suo corso.

Se soffochi tutto questo, a casa facendo zapping ossessivo con la TV o in treno smanettando senza sosta con uno smartphone, perdi un’occasione preziosa. Molte scoperte rivoluzionare e interi romanzi sono nati mentre la mente vagava liberamente.

Cosa fare quando si è annoiati

Esistono anche dei lati negativi. Essere perennemente annoiati è un sintomo di malessere, e può servire l’aiuto di un bravo psicologo prima di farsi del male da soli. La mancanza di stimoli e la profonda insoddisfazione sono spesso la porta di depressioni e disturbi comportamentali. Molte dipendenze (come ad esempio fumo, cibo, gioco d’azzardo) sono un rimedio fatto in casa contro l’ansia e la vertigine provocata dal cronico senso di vuoto.

La noia, quindi, aiuta la creatività ma non va sottovalutata. Il fatto poi che si leghi alla generazione di idee creative non significa che la si può ricreare a tavolino. Non esiste nemmeno la possibilità di scegliere consapevolmente di annoiarsi (tutta un’altra storia sono il rilassamento e le tecniche di meditazione).

Quello che puoi fare, è sfruttare l’occasione invece di combatterla. Ti faccio un esempio concreto che può succedere quando stai per fare qualcosa di creativo. Si tratta del tuo progetto, o del tuo racconto, o di qualunque cosa in cui stai per buttarti dopo averci pensato a lungo. Nel momento in cui inizi, sembra assurdo, ma ti assale una strana noia che ti paralizza come una fitta nebbia. Assomiglia molto al blocco dello scrittore.

Ecco che cosa puoi fare.

  • 1) Capire di cosa si tratta. Domandati che cosa ti sta frenando togliendoti l’entusiasmo iniziale. Forse sei preoccupato di fallire, oppure non ti sei documentato a sufficienza, o mille altri motivi. Prima di gettare la spugna e procrastinare il tuo lavoro, cerca di capire che tipo di emozione stai provando. Se non sai di cosa si tratta, potrai farci ben poco.
  • 2) Reagire. Cerca di aggirare il problema, ma fallo in modo attivo. Scegli tu cosa fare, anche distrarti o fare due passi in giardino va bene, ma non franare su te stesso. Scegli di prenderti una pausa per fare altro (e non sentirti in colpa per questo), oppure prova una tecnica creativa per tornare sui binari dell’ispirazione.
  • 3) Non reagire. E’ l’opposto del consiglio di prima, anzi è in piena contraddizione. In alcuni casi è molto utile concedersi la libertà di aspettare senza fare nulla. E’ come quando sei in treno e ti lasci assorbire da quello che vedi fuori dal finestrino. Qualcosa succede, prima o poi. Se conosci delle tecniche di meditazione puoi approfittarne per praticarle.
  • 4) Mantenere la calma. Che tu scelga un approccio passivo, oppure uno attivo, è indifferente. Dipende da quello che funziona meglio per te. Quello che conta, alla fine, è avere una maggiore consapevolezza della noia. Non ti assillare e non entrare in ansia, magari pensando che stai sprecando il tuo tempo.

Bertrand Russell, filosofo e matematico britannico, chiarisce bene cosa significa trasformare la noia in creatività.

Essere capaci di riempire intelligentemente le ore di ozio è l’ultimo prodotto della civiltà, e al giorno d’oggi pochissime persone hanno raggiunto questo livello.

– Bertrand Russell –

La prossima volta che ti annoierai, non scrollare all’infinito la timeline di un social network. Dalla noia può uscire un’intuizione originale, quindi vivila come una transizione naturale verso la creatività.


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