Perchè leggere fa bene alla creatività (e non solo)

Perchè leggere fa bene alla mente

A scuola ti hanno detto che i libri sono importanti, ma forse non ti hanno spiegato perchè leggere fa bene al cervello. Oppure lo hanno fatto, seguendo una scala di motivazioni che vanno da un generico “apre la mente” fino al “fallo e basta, il mese prossimo compito in classe”.

Diversi studi scientifici si sono spinti più in la, verificando cosa succede nelle nostre teste quando leggiamo. I risultati sono molto interessanti. Alla fine di questa veloce rassegna avrai diverse risposte sul perché bisogna leggere (soprattutto questo blog, dicono gli scienziati riuniti a Stoccolma).

Perchè leggere attiva il cervello

I ricercatori dell’Università di Stanford hanno scoperto come durante la lettura aumenti il flusso di sangue al cervello. Inoltre, il lettore vive un’esperienza che attiva funzioni cognitive complesse. Nel tempo, quindi, diventa più abile a coordinarle, migliorando le capacità di focalizzarsi e di concentrarsi.

Esercitare queste facoltà ci rende anche più resistenti. Secondo numerosi studi, gli adulti che si dedicano regolarmente alla lettura (o ad altre attività che impegnano la mente), hanno meno probabilità di cadere nell’oblio di malattie degenerative come l’Alzheimer.

Facendo un paragone, quando leggi sei coinvolto in un processo attivo. All’opposto, ad esempio davanti alla Tv, la tua mente entra in una specie di stand by cognitivo.


25 ragioni “serie” sul perché leggere libri (a cura di Penguin India).

Bomba “energetica” per la mente

Inizia a leggere un libro in lingua straniera…

I benefici dello studio di una seconda lingua sono noti da molto tempo e numerose ricerche scientifiche li hanno confermati. Il cervello si ristruttura e si adatta agli stimoli.
Le aree dedicate al linguaggio e l’ippocampo iniziano letteralmente a crescere, come emerge dagli studi dell’Università di Lund (Svezia), effettuati su un campione di studenti che frequentavano corsi di lingue molto intensi. Il risultato è una mente più flessibile, una memoria migliore e maggiore capacità di concentrarsi.

Gli effetti sulle aree dedicate alla memoria sono particolarmente evidenti con la poesia. I ricercatori dell’Università di Exeter (Regno Unito) hanno monitorato, attraverso la tecnica del neuroimaging, un gruppo di 13 volontari impegnati a leggere diverse tipologie di testo (manuali di istruzioni, brani di narrativa, sonetti e altre poesie). Quando le persone leggevano i versi che preferivano di una poesia, le aree del cervello associate alla memoria venivano stimolate con più forza rispetto a quelle usate nella lettura.

Perchè leggere romanzi fa bene

Alcuni scienziati della Emory University di Atlanta, capitanati dal prof. Gregory Berns, hanno studiato che impatto può avere la lettura di un romanzo. Per farlo, hanno eseguito un esperimento su 21 studenti universitari, chiedendo loro di leggere “Pompei” (un romanzo di Robert Harris).

Dopo che gli studenti hanno iniziato a leggere, sono stati monitorati per diversi giorni. Gli esami hanno rilevato cambiamenti significativi in alcune zone del cervello, in particolare quelle responsabili del linguaggio e della rappresentazione sensoriale del corpo.

Non solo. L’accresciuta connettività tra queste aree non si esauriva quando gli studenti chiudevano il libro. Anzi, gli effetti sono stati rilevati anche 5 giorni dopo che avevano terminato il romanzo.

L’ipotesi dei ricercatori è che avvenga un particolare processo di identificazione con il protagonista di un romanzo. Mettersi nei panni di un personaggio non è quindi solo un modo di dire. Leggendo un romanzo avvincente, si vive un’esperienza quasi reale, che trasmette al cervello sensazioni che allargano la comprensione del mondo. Gli effetti, dunque, sono riscontrabili anche a livello biologico.

Una casa senza libri è come una stanza senza finestre.

– Marco Tullio Cicerone –

I lettori sono persone sensibili

Gli esperimenti di David Kidd ed Emanuele Castano, della New School for Social Research di New York, hanno dimostrato come la narrativa aiuti a sviluppare la capacità di capire meglio le emozioni delle altre persone.

Perchè succede proprio con i romanzi?

Perchè i personaggi (soprattutto quelli descritti “bene”) sono mossi da sentimenti complessi, da ambizioni e stati d’animo contrastanti. Come noi in carne e ossa, del resto. Per interpretarli correttamente, il lettore sfrutta le stesse abilità che poi applica al mondo reale. Più l’opera letteraria è profonda e acuta, più il cervello esplora dimensioni complete delle diverse personalità umane.


Lo so, questo è un colpo basso.

E gli altri libri?

Chi ha letto generi letterari come il saggio o le ricostruzioni storiche, nei test di Kidd e Castano sulla percezione delle emozioni, ha ottenuto punteggi più bassi rispetto a quelli che si erano dedicati alla fiction.

Perchè leggere aiuta la creatività

Ora sai che i romanzi non possono mancare dalla tua dieta libraria. Ma come tutte le diete, anche questa ha bisogno di essere variata. I saggi, soprattutto, sono libri molto utili per migliorare le tue conoscenze in un ambito specifico, oppure per portarti verso argomenti che ignoravi del tutto. Un’ottima soluzione per far crescere le tue competenze.

La creatività, ormai ce lo siamo detti spesso, è la capacità di collegare elementi diversi in un nuovo ordine. E la lettura di saggi e testi scientifici ti permette di raccogliere una miriade di informazioni e idee che arricchiscono il tuo bagaglio personale. Inoltre, impari dagli errori che hanno commesso altre persone e scopri che soluzioni hanno trovato.

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito … perché la lettura è un’immortalità all’indietro.

– Umberto Eco –

Da qui un suggerimento importante: più la tua dieta sarà variata, più alimenterai il tuo cervello in modo da favorire l’associazione tra input diversi. Raccoglierai così tutti gli ingredienti per un brainstorming più ricco e gustoso. Leggere fa bene, ma leggere di tutto fa meglio.

Un buon libro prima di dormire

In Italia si legge poco, questo lo sappiamo. I motivi per non leggere sono tutti validi (poco tempo, pochi soldi, ecc.), peccato che siano quasi sempre delle scuse.

Chi ha poco tempo per leggere, dovrebbe guardare come fanno le persone che hanno altrettanto poco tempo eppure leggono. Rinunciano, ad esempio, a un po’ di Tv a casa e a smanettare compulsivamente su tablet e smarthphone sui mezzi pubblici. Chi ha pochi soldi, invece, potrebbe approfittare delle biblioteche pubbliche, gratuite e spesso aperte anche il sabato. Fine del predicozzo.

Chi detesta i libri, però, non può cambiare idea scoprendo quanto starebbe meglio il suo ippocampo (sì, tu sai già cos’è, ma metto qui il link a Wikipedia che non ho messo prima). E’ vero, leggere fa bene al cervello e alla creatività… e allora? Un fatto ben noto ai lettori voraci è che si tratta di un’attività (soprattutto) molto piacevole. Poi la scienza ci dice che è anche utile, ma è un’altra storia. Il piacere della lettura va provato e coltivato, a partire dai primi anni a scuola.

Comunque sia, eccoti un’ultima chicca scientifica.

Dall’Università del Sussex, Inghilterra, arriva uno studio che ha dimostrato che leggere in silenzio per 6 minuti riduce lo stress più di bere una tazza di tè, ascoltare musica o fare una passeggiata. Il Dott. Lewis, che ha condotto l’esperimento, spiega che immergersi in un racconto riesce a spostare la nostra attenzione, traghettandoci in uno stato mentale lontano dalle preoccupazioni quotidiane. Da un punto di vista fisiologico, allenta la tensione nervosa, abbassa la pressione e riduce la contrazione muscolare.

Ora non ti resta che scegliere il libro che leggerai questa sera prima di addormentarti.


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