3 persone che rovinano la tua creatività

Ci sono almeno 3 tipi di persone che dovresti imparare a evitare. Sono quelli che approfittano, a loro vantaggio esclusivo, della tua creatività. Può succedere sul lavoro o mentre coltivi una passione personale. Non fa una grande differenza. Tenerti alla larga da certi personaggi può aiutarti a gestire meglio il tuo tempo e le tue risorse mentali.

Sviluppare un certo fiuto per gli approfittatori, ti evita spiacevoli sorprese che tolgono l’entusiasmo e la motivazione.

1. L’amico

Questo lo metto al primo posto perché è quello più pericoloso. I danni creati da una persona di cui ti fidavi possono essere seri. Non ti sto parlando di incomprensioni, ma di vere e proprie fregature o di abuso della tua disponibilità (tempo, soldi, idee, ecc.). Certo, se si trattasse di vera amicizia non succederebbe. Il problema è che te ne accorgi sempre dopo, quando ormai è tardi per rimediare.

Ti dice niente il motto “patti chiari, amicizia lunga”? Bene, tienilo sempre a mente. Qualunque sia il progetto che stai lanciando, non temere di mettere le cose nero su bianco prima di iniziare. Sottolineo la parolina magica “prima”, perché quando si è dentro la situazione diventa tutto più difficile.

Ovvio, avviare un business segue regole diverse dal fondare una compagnia di teatro amatoriale. Non tutto può essere regolato da un contratto, così come vivere di sospetti e controlli è orribile. Ricordati però che fissare delle regole condivise ed equilibrate è una buona prassi per il successo di un progetto. Tra amici si tende a tralasciare le formalità che si riservano agli “estranei”, ed è normale che sia così. Tuttavia, qualcuno ne potrebbe approfittare oppure defilarsi dal progetto nel momento meno opportuno.

2. L’avaro

Se con la creatività ci lavori, ad esempio come freelance, lo sai benissimo: certi clienti ricevono un lavoro ben fatto eppure non pagano. Oppure, ritardano il versamento del compenso fino a sfinirti. Oppure, pagano qualche acconto e poi si danno alla macchia. L’unico modo per salvarsi è stare alla larga da queste persone. La selezione all’ingresso è valida anche qui. Spesso però è facile a dirsi, ma non sempre a farsi. Se conosci un freelance che dice di non aver mai avuto problemi nel farsi pagare, beh sappi che è un bugiardo. Soltanto l’esperienza, fatta anche di qualche sana fregatura, aiuta a sviluppare un sesto senso nell’identificare queste minacce e a evitarle come la peste.

Quando invece ti dedichi a un hobby, quindi non è la tua professione, le cose sono meno nette. Non sei un professionista, anche se magari stai lavorando per diventarlo, ed è difficile ricevere un compenso per quello che fai. Detto questo, troverai sulla tua strada chi ti offre l’opportunità di mettere in mostra il tuo talento. A volte questa persona non ti può pagare, oppure poco, e ha davvero buone intenzioni. A volte, invece, ti usa solo per un suo guadagno personale. Esempio? La band che si esibisce gratis in un locale, eppure il gestore ne trae un beneficio economico che finge di non riconoscere. Oppure, l’editore che pubblica autori non pagati applicando un prezzo di copertina che non giustifica i costi di stampa. Che dire poi del concorso dove l’azienda che lo organizza si tiene il progetto senza dare nulla, o molto poco, in cambio. Potrei andare avanti all’infinito.

Cosa fare? Valutare se l’opportunità che ti viene offerta può farti crescere. O, almeno, regalarti qualche soddisfazione, anche il solo piacere di fare quello che ti piace. Se il tuo compenso è un bel pacchetto di fumose promesse e false speranze, il consiglio è di lasciar perdere. Il rischio è rimanere delusi e amareggiati. Meglio essere concreti per non sprecare le proprie risorse.

Può sembrarti che la concretezza c’entri poco con la creatività, eppure considera che molti artisti hanno sfondato perchè sapevano quello che volevano. Hanno saputo gestirsi. Il consiglio qui è imparare a dare un valore, in modo onesto, al tuo talento e alle opportunità che ti si presentano. Anche qui, l’esperienza aiuta. Fissarsi un obiettivo ben definito, inoltre, aiuta a scegliere quali sono i passi per raggiungerlo.

3. Il menefreghista

Per menefreghista intendo quella persona che non rispetta il tempo che gli dedichi. Può essere un approfittatore oppure un disorganizzato cronico. Faccio qualche esempio. Quello che ti chiede delle informazioni o un contributo, ti tempesta di domande a cui pazientemente rispondi, e poi sparisce senza nemmeno ringraziare. Magari hai anche un appuntamento, di persona o telefonico, e ti da buca senza nemmeno avvisarti. Invece di arrabbiarti, o tentare di ricontattarlo, prendi questi episodi come una benedizione. Hai capito con chi hai a che fare senza aver preso un impegno che potrebbe crearti dei fastidi. Chi non rispetta il tuo tempo e il tuo lavoro non merita le tue energie.

In circolazione ci sono poi dei menefreghisti molto più subdoli di quelli che ho appena accennato. Inizialmente sembra che vada tutto bene, poi ti coinvolgono in un’attività mal gestita ed iniziano ad avanzare pretese ingiustificate. In poco tempo, un loro problema diventa tuo.

Queste situazioni possono logorarti, soprattutto se sei il tipo di persona che quando prende un impegno lo porta a termine ad ogni costo. Qui vale una regola semplice: che sia per lavoro, o nel tuo tempo libero, cerca di conoscere in anticipo il contesto in cui andrai a offrire la tua creatività (tanta o poca che sia). Fai domande, cerca di capire se chi hai difronte sa cosa vuole e, soprattutto, che cosa si aspetta da te. Se risponde in modo generico, o se liquida la faccenda con un “poi vedremo”, prenditi del tempo per riflettere.

In conclusione

Avrei potuto elencare altri personaggi, ma credo di aver coperto la casistica base. Non ho voluto inserire quelli che copiano le idee degli altri perché spesso si è vittime inconsapevoli di questi farabutti.

Nelle tre situazioni che abbiamo visto il meccanismo è diverso. Il fatto che esistano persone che approfittano della tua creatività, o del tuo tempo, non deve farti sentire un’anima pura ostaggio di un mondo ostile. Imparare a dire di no, mettendo alla porta chi ha cattive intenzioni, spetta soltanto a te. E’ una tua responsabilità e bisogna imparare a farlo.

Photo credit: Do not disturb by Quinn Dombrowski.


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