Quando arriva l’idea giusta?

C’è un modo per capire se abbiamo l’idea giusta, quella su cui vale la pena investire tempo e fatica? No, o almeno io non lo conosco. Nei processi creativi si procede per tentativi e si commettono degli errori. Trovare un’idea è la prima parte del lavoro, dopo bisogna svilupparla.

Bene, spero di non averti deluso con questa introduzione secca e che lascia poco spazio alla magia dei “metodi infallibili”.

Aspetta però a chiudere questa pagina.

L’incertezza nel processo creativo é inevitabile, ma non giustifica il muoversi a casaccio. Analisi, test di laboratorio, scritture e riscritture, verifiche sul campo e molte tazze di caffè (il duro lavoro, insomma) servono appunto per avvicinarsi al risultato. Avere competenze ed esperienza nella materia su cui si sta lavorando aiuta a vincere la partita.

Ma c’è un altro fattore, e ora ti faccio due esempi.

Ti è mai capitato di leggere la biografia di uno scrittore e scoprire che per pubblicare il suo romanzo ha tenuto duro nonostante tutte le difficoltà e i rifiuti degli editori? Insistere è ammirevole.

E poi, ti è capitato di leggere invece che un imprenditore impegnato a sviluppare il proprio prodotto cambia completamente idea, si dedica a tutt’altro e ottiene un successo clamoroso? Anche cambiare idea è ammirevole.

Insistere o fermarsi?

Nel momento in cui iniziamo a creare qualcosa di nuovo arriva sempre il momento in cui ci si domanda se sia meglio insistere o fermarsi. Non esiste processo creativo privo di dubbi e l’idea giusta resta un miraggio (che cosa vorrà poi dire avere l’idea “giusta” è bene domandarselo).

Thomas Edison, uno degli inventori più celebri e celebrati (non é solo il padre della lampadina a incandescenza, nella sua vita ha registrato oltre 1.000 brevetti) diceva:

Molti fallimenti nella vita sono di persone che non si rendono conto di quanto siano vicine al successo nel momento in cui decidono di arrendersi.
– Thomas Edison –

Questo concetto ritorna spesso anche nelle parole di molti coach e motivatori, che ti ripetono con forza di non arrenderti per ottenere il tuo obiettivo. Insistere è la parola magica. Molte persone hanno ottenuto risultati straordinari proprio gettando il cuore oltre l’ostacolo, in un serio e profondo atto di fede nelle proprie capacità e nel proprio obiettivo. Se Marlon Brando avesse ascoltato i giudizi che ottenne nei suoi primi provini, non sarebbe diventato l’attore che tutti conosciamo.

Ok, e questo è un fatto.

Penso però al nostro amico che da architetto é diventato gelataio, cambiando strada e “arrendendosi”, lasciandosi alle spalle l’obiettivo di lavorare come architetto per poi ristrutturare la sua vita e ottenere comunque grandi soddisfazioni.

E quindi?

La tenacia e la spinta verso l’obiettivo è molto importante, non dico il contrario, e ammiro le persone che fanno crescere un’idea, un centimetro alla volta, determinando il proprio destino. Però a volte occorre fermarsi a pensare se stiamo lottando per l’idea giusta. Allora, io e te che non siamo Marlon Brando, cosa dobbiamo fare?

La risposta é…

Credo che nessuno, nemmeno il guru più fico del mondo, possa darci la risposta giusta (tranne quella che vogliamo a tutti i costi sentire). Il motivo è semplice: nessuno ci conosce meglio di noi stessi. Che non significa che in questo preciso istante sappiamo chi siamo e cosa vogliamo, perché anche la consapevolezza è un percorso che come la creatività non si esaurisce in una semplice domanda. Richiede tempo e porta a convivere con molti dubbi. Non stavi mica pensando che fosse tutto facile?

Nel tempo io sono passato da una visione piuttosto ingenua della creatività, dove pensavo che un’ illuminazione istantanea mettesse tutto a posto, a un disegno più complesso. Il pensiero creativo é un processo, anche se spesso la cosa che resta sotto gli occhi di tutti è il risultato finale, la soluzione che tutti ammiriamo e troviamo geniale.

Soprattutto, la creatività non è una corsa in avanti a tappe forzate, perché conosce battute di arresto e ripensamenti, e non tutte le ciambelle escono col buco, avrebbe detto mio nonno. Oppure, in modo molto più elegante, ecco cosa suggerisce una perla di saggezza asiatica:

La ritirata è un modo per avanzare. Il saggio non combatte una guerra persa.
– Detto Cinese –

Come trovare l’idea giusta

Insomma, tagliamo corto, per trovare l’idea vincente ci vuole pazienza. Ci sarà un motivo per cui fin da bambini ci dicono che la pazienza è la virtù dei forti, no?

Per arrivare alla meta serve anche:

  • Sangue freddo
    Se ti blocchi nel tuo progetto non é una disgrazia, e ti devo dire che sono il primo che se lo ripete spesso perché la tentazione di ricercare subito un risultato positivo prende all’improvviso e confonde le idee.
  • Fermarsi a riflettere
    Fermare tutto è un buon modo per iniziare a porsi delle domande e sentire da che parte soffia il vento. Cosa vogliamo davvero fare con il nostro progetto?
  • Pensare “e se invece…”
    Non dobbiamo abbandonare per forza, ma occorre sapere che cambiare punto di vista, o addirittura obiettivo, è di per sé un’attitudine creativa.
  • Sopportare un fallimento
    Una delle qualità fondamentali delle persone creative é la capacità di accettare che qualcosa possa andare storto, approfittando dell’errore per ricavarne un insegnamento utile.

Comunque tu la veda e in qualunque situazione tu sia in questo momento, capiterà sempre il momento in cui sarai assalito dai dubbi. La paura di aver sbagliato, o di aver perso qualcosa di fondamentale cambiando prospettiva, bussa spesso alle nostre porte. Sapere che succede a tutti, e vedere che molte persone tengono testa alle paure, ci insegna che é un problema comune e che lo possiamo affrontare senza farci travolgere.

Elasticità mentale e apertura al cambiamento

Ti dico come la penso io. Non mi convince troppo il metodo di insistere allo sfinimento in una direzione, soprattutto quando vedi che i risultati (anche minimi) non arrivano per molto tempo. C’è un limite oltre il quale la determinazione diventa aggrapparsi a qualcosa per non ammettere un fallimento. E così la stramaledetta idea giusta non arriverà mai.

Sapersi togliere dai vicoli ciechi è una qualità da non sottovalutare. Non solo, quello che sembra “giusto” oggi potrebbe non sembrarlo domani. Serve elasticità mentale.

Amoreggiate con le idee finché vi piace; ma quanto a sposarle, andateci cauti.
– Arturo Graf –

E poi ci sono gli imprevisti.

Deve essere dura essere un bruco e lavorare ogni giorno con il tuo coach di bruchi che ti prepara a essere il miglior bruco del mondo, lottare contro tutto e un bel giorno vedere che non puoi più farci niente. Devi smetterla con la storia del bruco e arrenderti al fatto che sei diventato una farfalla (anche se il coach di bruchi strillerà molto contrariato).

A volte il cambiamento non dipende da noi e porta con sé novità sorprendenti, se ne sappiamo cogliere le potenzialità.


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