La resilienza e la creatività

La resilienza è un concetto che conosci molto bene, anche se non sapresti definirlo. E’ quella caratteristica umana che permette a ognuno di noi di superare le difficoltà che incontriamo nella vita di tutti i giorni. L’hai vista in azione chissà quante volte. Però, tieni presente che è una risposta molto più complessa della semplice “resistenza” durante un problema o una situazione estrema.

Partiamo dalla definizione originaria.

Il termine resilienza arriva dalle scienze dei materiali, ed esprime la capacità di un materiale di assorbire l’energia di deformazione elastica a cui viene sottoposto (ad esempio un urto), riacquistando la propria forma originaria.

Tutto chiaro?

Riformulo meglio, perché è importante visualizzare il concetto. Se prendi un materiale e gli sferri una mazzata, e vedi che questo materiale ha assorbito il colpo mantenendosi intatto, vuol dire che hai a che fare con un materiale resiliente.

Se applichi tutto questo a una persona, è quel processo di riadattamento messo in atto di fronte ad avversità di vario tipo, come traumi, tragedie, difficoltà personali e fonti di stress.

Si può parlare di resilienza anche nella creatività?

La resilienza nel processo creativo

Il processo creativo è spesso tortuoso. Vieni messo a dura prova da errori e difficoltà di vario genere, che sembrano tenerti lontano dalla soluzione che cerchi da molto tempo. E’ una condizione normale, sperimentata da chiunque voglia fare qualcosa di diverso dallo standard.

Il fallimento è il demone contro cui devi lottare.
L’esempio illustre di Thomas Edison ci insegna che per arrivare a un risultato devi percorrere numerose strade fallimentari. Nel caso di Edison, anche una volta che ebbe capito come realizzare la prima lampadina, passò molto tempo a cercare dei materiali che la facessero funzionare. Senza mai arrendersi.

Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.

– Thomas Edison –

Per superare questi momenti non basta resistere all’infinito. Mantenere a lungo la motivazione è importante, ma è solo una parte della risposta che devi dare al tuo problema. Rischi di trasformarti in un piccolo criceto che corre all’infinito sulla sua ruota sperando che un bel giorno si aprano le porte della gabbia. Non ti porterà lontano alzarti ogni mattina resistendo alla tentazione di smettere di correre su quella ruota.

Serve piuttosto la capacità di reinventare e reinventarsi, mantenendo un atteggiamento aperto alle possibili soluzioni del problema. Più che difendersi da una situazione, occorre sfidarla un giorno dopo l’altro, fino a superarla.

Essere resiliente ti permetterà di raggiungere il tuo obiettivo creativo, qualunque esso sia. Come succede a tutti, ti sembrerà di essere il bersaglio preferito dalle frustrazioni, ma con una buona dose di resilienza saprai trasformarle in utili spunti di riflessione.

Saprai anche riconoscere quando ti stai irrigidendo in posizioni ostinate, in vicoli ciechi da cui non potrai uscire ripetendo soluzioni di forza ma solo valutando delle strade alternative.

Il successo è l’abilità di passare da un insuccesso all’altro senza perdere l’entusiasmo.

– Winston Churchill –

Siamo tutti resilienti

Tu, io, e chiunque altro, abbiamo questa caratteristica. Nessuno escluso. E’ da quando scappavamo da grossi dinosauri affamati che ce la portiamo dietro e fa parte del nostro patrimonio di risorse interiori con cui affrontare la vita. La nostra mente, e il nostro corpo, tende infatti a trovare un nuovo equilibrio nelle avversità, continuando a funzionare per garantire la nostra sopravvivenza.

Naturalmente, siamo anche vulnerabili, altrimenti sarebbe tutto troppo semplice. La buona notizia è però che la resilienza può essere sviluppata e rinforzata, rendendo più efficaci le nostre risposte alle situazioni difficili.

La resilienza non è una condizione ma un processo: la si costruisce lottando.

– George Vaillant –

Sviluppare la resilienza

Mio nonno direbbe: di guai ce ne sono per tutti. In effetti, non sarà certo la resilienza a tenerti lontano dalle difficoltà del tuo progetto. Arriveranno sempre delle complicazioni a bussare alla tua porta. Tanto vale tenerle in considerazione sapendo però che hai tutte le risorse per non farti travolgere e immobilizzare.

Questo è un punto importante. Sviluppare la resilienza non è una soluzione per non avere più intralci e per anestetizzarsi dallo stress. Continuerai ad averci a che fare, ma saprai come comportarti (se poi diventi davvero bravo, riesci anche a trasformare le difficoltà in vantaggi).

Prima o poi arriverà il momento di fare delle scelte, con dei rischi inevitabili. Rimandare le decisioni ti impedirà di realizzare il tuo progetto personale, artistico o imprenditoriale. Poi, se passi all’azione, dovrai sudare parecchio per seguire in modo responsabile le tue scelte, sapendo che potrai sempre cambiare idea dopo aver provato seriamente a percorrere una strada.

Le tue azioni e i tuoi pensieri ti aiuteranno ad assorbire tutti i colpi, così potrai continuare ad esplorare le possibili alternative e a gestire i cambiamenti di prospettiva necessari.

Bene, tutto molto bello. Ma in pratica, come si sviluppa la propria resilienza?

Innanzitutto, con la pazienza. Vale la regola del “un passo alla volta”. La persona resiliente non si aspetta di risolvere immediatamente i propri problemi e riesce a convivere con la frustrazione, senza abbattersi. Questo gli permette di soffermarsi a lungo in una situazione, imparando a fronteggiarla in modo efficace e raccogliendo molte informazioni utili.

Inoltre, il resiliente conosce bene i propri limiti. Sa fissare degli obiettivi realistici e graduali, evitando così ulteriori delusioni e sensazioni negative.

La resilienza è una caratteristica complessa, dove intervengono diverse abilità personali e componenti emotive. Quindi, ad un livello generale, ti sarà di aiuto:

  • lavorare sulla tua autostima, per credere profondamente nelle tue possibilità (senza diventare un pallone gonfiato, perché non inganni nessuno, tanto meno te stesso);
  • coltivare l’atteggiamento positivo (accettare che il cambiamento è inevitabile ma anche fonte di novità positive);
  • prenderti la responsabilità per quello che sta succedendo;
  • fissare degli obiettivi chiari e raggiungibili;
  • sviluppare le tue capacità di problem solving, per essere più efficace nella risoluzione dei problemi;
  • aumentare le tue competenze e conoscenze, per avere un bagaglio di risorse più ampio a cui attingere;
  • costruire una solida rete di relazioni interpersonali a cui chiedere aiuto o con cui confrontare le tue idee (non puoi fare tutto da solo).

Infine, prenditi cura di te. La resilienza non è solo un fatto di testa.

Durante la tempesta delle avversità, cerca di tenerti in forma e non trascurarti. Se ne hai la possibilità, pratica dello sport regolarmente, riposati, rilassati, cerca di dormire e di mangiare bene.

Giovenale ce lo ha detto con il celebre Mens sana in corpore sano. Parafrasandolo, una mente resiliente ha bisogno di un corpo resiliente.


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