Unire i puntini per creare qualcosa di nuovo

Steve Jobs parlava di unire i puntini guardando al passato. La creatività è anche questo, unire e dare una forma a tutti i puntini che abbiamo raccolto nella nostra vita. E’ il momento in cui riusciamo combinare le nostre esperienze e le nostre abilità in qualcosa di completamente nuovo (mio nonno diceva “impara l’arte e mettila da parte”).

Prima di andare avanti, voglio però dirtelo in modo chiaro: in questo blog pensavo di tenermi a distanza da Steve Jobs.

Ti sembra strano?

E’ citato ovunque si parli di creatività e innovazione, è stato un grande imprenditore, un visionario della tecnologia, un uomo carismatico. E sarebbe stupido dire il contrario.

E quindi, perchè non volevo parlarne?

Perchè credo che spesso il mito abbia superato l’uomo in carne e ossa che é stato. Ok, se sei un suo fan, oppure se ammiri i prodotti Apple, aspetta a chiudere questo post e segui il mio ragionamento (alla fine, tutto sommato, sto parlando di lui).

Think different

Sai quando ho cominciato a storcere il naso? Anni fa, apro i giornali e leggo delle condizioni di lavoro degli operai asiatici che producono le meraviglie tecnologiche dell’azienda californiana. Mi domandai se il prezzo con cui vengono venduti gli smartphone o i tablet giustificasse tutto questo.

Faccio qualche ricerca e saltano fuori parecchi lati oscuri del carattere di Jobs e dello stile con cui gestiva gli affari e i rapporti con le altre persone.

Fino a quel momento, per me, Steve Jobs era le frasi straordinarie che diceva e che venivano riportate ovunque, era le pubblicità creative con cui ha lanciato i primi Mac, era invenzioni geniali come l’iPod, era l’incarnazione della filosofia di Apple fondata sull’essere un passo avanti a tutti. Think different e risultati eccezionali.

Mi sono sentito un pò manipolato e ho risolto i miei dubbi in un modo abbastanza radicale, evitando tutto quello che si legava in qualche modo a Jobs. Il mondo ha continuato a parlare di lui e ogni volta che un pezzo di questa enorme narrazione mi raggiungeva, io mentalmente tappavo le orecchie e passavo oltre.

Ti starai domandando: allora, vuoi dirmi perchè continui a parlarmene? (soprattutto dopo che ho detto che non avrei voluto farlo).

Per dimostrare due cose:

  1. Non escludere qualcosa per un giudizio a priori, fondato o meno che sia. L’errore sta nel concetto del “a priori”, cioè prima di averci ragionato sopra. Continua a porti domande su tutto quello che ti trovi difronte.
  2. Raccogli stimoli diversi e ogni tanto vai a pescarli anche dove non ti piace, perchè é un carburante fondamentale del tuo pensiero creativo.

Vorrei dartene una piccola dimostrazione con un esempio personale.

Unire i puntini: Steve Jobs aveva ragione

Le idee creative, le soluzioni di un problema, i prodotto innovativi, spesso nascono sia dando un’ordine nuovo agli elementi che hai raccolto, sia valutandoli da un punto di vista differente. Non solo. A volte ti accorgi che puoi aggiungere un nuovo elemento, esterno al problema e del tutto imprevisto.

Ora, per raccontarti tutto questo, avrei voluto iniziare col parlarti della Psicologia della Gestalt e del concetto di insight. Ci torneremo più avanti con un altro post, per ora ti dico che un insight é un’intuizione improvvisa che produce una struttura nuova e imprevista degli elementi che hai a tua disposizione. Io, te e le scimmie condividiamo questa cosa (il primo a parlare di insight é Wolfgang Köhler che studia gli scimpazé negli anni 20 del novecento).

Mentre scrivevo di questa teoria psicologica avevo però la sensazione che presto avrei sentito un tuo sbadiglio, e mi sono fermato a ragionare. Volevo darti un’immagine semplice e molto efficace per farti capire quello che stavo dicendo. Così ho cambiato un po’ il testo, l’ho accorciato e rigirato insoddisfatto, e poi mi sono buttato sul Web in cerca di ispirazione. E ho trovato questo:

… Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno.
Certamente all’epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro. Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire…

Lo hai già riconosciuto? E’ un frammento del celebre discorso che Steve Jobs ha tenuto durante la consegna delle lauree all’Università di Stanford nel 2005 (sì, è proprio il discorso da cui arriva il famoso “Stay foolish, stay hungry”). In questo passaggio, il leader di Apple racconta come le diverse esperienze che aveva vissuto siano state fondamentali nella progettazione del primo Macintosh.

Ci ho pensato un po’ prima di inserirlo. La cosa interessante è che questo discorso lo conoscevo già, ma mi ero riproposto di non parlare del suo autore per i motivi che ti ho spiegato prima.

I miei dubbi sui comportamenti di Jobs restano, ma è un discorso così potente e capace di motivare le persone che era un peccato escluderlo. Quindi, eccomi qui a parlartene, condividendo con te il modo in cui ci sono arrivato. Spero che ti possa ispirare.

In conclusione

Unire i puntini è una bella metafora della creatività e di come siamo capaci di costruire le cose, di rivederle e di combinarle in forme nuove. Mettici impegno e attenzione nel riconoscere quanti puntini hai a disposizione, senza tralasciarne nessuno. Poi, datti da fare per farli convivere nel tuo progetto.

Prima di salutarci, qui sotto trovi il discorso completo che Jobs ha tenuto a Stanford.


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