Come i limiti accendono la creatività

Chissà quante volte avrai sentito dire che la creatività deve essere libera, senza ostacoli. Lasciamo da parte la censura, mi riferisco all’idea di creare senza avere limiti di riferimento. Bene, prendi nota: è una semi-sciocchezza. Si tratta di uno degli stereotipi duri a morire che spesso produce l‘effetto opposto a quello sperato, azzerando l’ispirazione.

Ora mi spiego meglio.

La creatività ha bisogno di limiti per mettersi in moto. Altrimenti, rischia di cadere in una specie di blocco da pagina bianca. Davanti a una miriade di possibilità, di fatto, si resta intrappolati e fermi al palo. Un ostacolo da superare (che sia un limite o un obiettivo ben definito) rappresenta il primo appiglio che ci permette di iniziare la scalata verso un’idea davvero originale.

Premessa: un limite è un‘opportunità

Quando sei un bambino piuttosto gracile, succede che gli altri se ne approfittino. Hai 12 anni, ti hanno appena rubato la bicicletta e tutto quello che puoi fare e gridare al ladro, insultandolo, stando però ben distante, mica che il tizio torna indietro e come spesso capita le prendi pure. Tutto sommato, ironia e parlantina non ti mancano e puoi difenderti sul terreno delle parole. Questo é il tuo destino.

Oppure, lo cambi e impari a boxare. Ti alleni duro e, nonostante la natura non ti abbia regalato un fisico da peso massimo, passi alla storia con il nome di Muhammad Ali, 3 volte campione mondiale dei massimi, oro olimpico e 37 vittorie per ko.

La storia dello sport è ricca di campioni che da bambini, o nel corso della loro carriera, hanno dovuto superare un ostacolo fisico oppure una malattia. Per farlo, sono stati più tenaci e più disciplinati di altri, ma hanno anche sviluppato caratteristiche uniche. Hanno tentato strade nuove, insomma. Nel caso di Muhammad Ali: tecnica, velocità nel muoversi e nel portare i colpi, hanno compensato la minor potenza rendendolo un peso massimo atipico e per molto tempo imbattibile.

Prima di tutto, bisogna accettare i limiti

Phil Hansen voleva diventare un artista. Frequentava una scuola d’arte e adorava il puntinismo, quella tecnica pittorica che attraverso una miriade di piccoli punti di colore ricostruisce una forma. L’eccessiva applicazione della tecnica, lo sforzo continuo di punteggiare la tela, lo porta però a sviluppare un disturbo neurologico che gli fa tremare la mano. Più insiste e più il dolore diventa insopportabile, fino ad obbligarlo ad abbandonare il suo sogno.

Oggi Phil Hansen è un’artista molto originale. In questo TED, uno dei miei preferiti, racconta di come è cambiata la sua vita accettando prima il suo disturbo, e poi sfidando i limiti e le proprie abitudini creative.

Come i limiti aiutano la creatività

Il graphic designer newyorkese Damien Correll, in questa breve intervista, racconta come realizza le sue opere. Il suo successo nasce da una caccia continua alle idee, dove i limiti sono visti come un ingrediente indispensabile. “Imporsi dei vincoli”, dice Correll, “di solito mi fa pensare in modo diverso rispetto al pensiero libero”. Avere dei tempi stretti, oppure ad esempio limitare il progetto a un colore specifico, rende il processo creativo più produttivo.

Un altro passaggio interessante è quando suggerisce di “conoscere i propri eroi”. Il fatto di avere un contesto artistico di riferimento, fatto di autori e di stili, permette di essere consapevoli che tutto quello che esiste deriva da qualcos‘altro fatto in precedenza. Questo bagaglio, aggiungo io, è necessario per spostare un passo più in la i confini della propria idea, rendendola più ricca e originale. Fare qualcosa di diverso dall’esistente, dal già visto, è già di per sé superare un limite.

Frank Gehry, archistar canadese nota al mondo (tra le tante cose) per il Museo Guggenheim di Bilbao, ripete spesso come i vincoli siano fondamentali per la sua creatività. In un‘intervista, datata 1995, spiega come ogni artista li accetti e li trasformi in una forza positiva per costruire qualcosa che abbia un significato. A questo proposito, racconta di quando gli fu chiesto di realizzare una casa a suo piacimento. “E‘ stato orribile”, dice. Come architetto si interrogò a lungo su cosa disegnare, arrivando anche a pensare che quel progetto non avesse alcun senso.

Qualche anno fa, presentando una lezione di architettura, Gehry ha ammesso che come artista ha dei limiti. “La gravità è uno di questi. Ma, entro quei limiti, posso trovare il quindici per cento della libertà per realizzare la mia arte.”

Un trucco: creare con poco

Una ricerca, condotta nel 2015 da Ravi Mehta dell’Università dell‘Illinois e Meng Zhu della Johns Hopkins University, ha studiato come scarsità e abbondanza di risorse influenzino la creatività. Meglio avere di più o di meno? I risultati dimostrano che le persone “costrette” ad affrontare una condizione di scarsità usavano gli oggetti disponibili in modo molto più originale.

All‘opposto, quando venivano offerte più possibilità, gli usi osservati erano quelli comuni che ci si poteva aspettare. L‘abbondanza, insomma, toglieva lo stimolo a stabilire connessioni impreviste tra quello che già si conosce e quello che potrebbe essere applicato in un contesto diverso. In queste condizioni di agio, il nostro cervello fa molta più fatica a cogliere potenziali variazioni dal consueto. Del resto, perchè dovrebbe sforzarsi quando la soluzione è già pronta? Il bisogno aguzza l‘ingegno, avrebbe detto mio nonno.

Il nostro innato meccanismo di salvaguardia delle energie fisiche mentali, se da un lato ci semplifica la vita, dall‘altra ci spinge ad accettare qualcosa di comodo, anche se può essere insoddisfacente. Il passo verso la pigrizia, a volte, é breve. Questo è un limite da tenere sempre presente, e superare, se si vuole cambiare uno status quo e sostituirlo con qualcosa di nuovo.

La creatività è una risposta a un limite

Avere dei vincoli da superare, così come non farsi spaventare da situazioni poco confortevoli, renderà il tuo lavoro molto più originale. E‘ in queste condizioni, in apparenza ostili all‘ispirazione, che spesso si accendono la motivazione e la creatività. Questo, in parte, spiega perchè gli artisti “affamati” producano capolavori incredibili.

Ovvio, scordati di andare sulla luna con un bastone e un fil di ferro. Per raggiungere determinati obiettivi servono comunque risorse adeguate e, soprattutto, molta preparazione. Anche il buon senso, senza esagerare nella cautela, dovrebbe farci compagnia mentre ci buttiamo in qualche cosa di nuovo.

Mente e occhi aperti sono ingredienti fondamentali della creatività, che va coltivata giorno dopo giorno. Per poter cogliere una novità in un contesto “difficile”, infatti, occorre avere un cervello ricco di spunti, informazioni, esperienze, che mixate al momento opportuno aprono scenari imprevisti.

Le limitazioni possono sembrare la cosa più improbabile per sviluppare la creatività, ma forse è uno dei modi migliori per liberarci delle abitudini, ripensare le categorie e sfidare le regole comuni.

– Phil Hansen, TED2013 –

Photo credit: Pexels.


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