Freewheeling: creatività a ruota libera

Fare freewheeling, letteralmente “a ruota libera”, significa lasciar vagare la mente attorno a un tema. E’ una tecnica creativa molto utile per generare nuove idee o trovare possibili soluzioni a un problema. In un processo creativo, infatti, è raro che la prima cosa che salta in mente sia la migliore, così si ricorre a metodi, come il celebre brainstorming, per arricchire lo spunto iniziale.

La cosiddetta “tempesta di cervelli” (traduzione italiana di brainstorming, forse rivedibile perché to storm significa assaltare) è una tecnica di gruppo. Il freewheeling, invece, è una tempesta individuale.

Freewheeling e brainstorming: le radici comuni

Freewheeling da soli, brainstorming in gruppo. Stringi stringi, la grande differenza è proprio questa. Le due tecniche hanno molti punti in comune, a partire dai principi su cui si basano:

  • la quantità di idee generate, e la loro combinazione, porta alla qualità dell’idea finale
  • rinviare in un momento successivo ogni giudizio sul valore delle idee generate

Entrambe le tecniche sono frutto della mente di Alex Osborn, pubblicitario newyorkese che le studiò per contrastare uno dei grandi freni della creatività: la tendenza umana ad abbattere le idee degli altri, o le proprie, spesso a priori e in modo irrazionale. Siamo fatti proprio così. Tutti noi. Niente di male, basta esserne consapevoli ed evitare di lasciare sul campo una miriade di potenziali opportunità.

Freewheeling: la preparazione

La prima cosa da sapere, e vale per qualunque altra tecnica creativa, è che bisogna arrivare preparati. Dal niente arriva il niente, direbbe mio nonno. Le idee non arrivano come per magia.

Cosa significa arrivare preparati? Faccio due esempi.

  1. Se hai un problema da risolvere, prima di generare idee a ruota libera, preoccupati di studiare bene il contesto e la dinamica in cui avviene.
  2. Se vuoi aggiustare la scaletta di un romanzo, valuta prima se conosci in profondità la psicologia dei tuoi personaggi, se cioè intuisci cosa li muove (il dove vanno diventerà più facile da creare).

Avere un punto di vista esterno è un conto, parlare senza cognizione di causa è un altro. La mancanza di informazioni rilevanti su quello di cui si discute, spesso, porta al fallimento dei brainstorming. Si spara ad altezza zero, rischiando di ferire le persone davvero competenti.

Per evitare questo intoppo, in Pixar si coinvolgono solo persone in grado di risolvere uno specifico problema e che ne conoscono le reali difficoltà (beh, certo, e che hanno un autentico spirito collaborativo). Lo stesso principio deve valere anche quando si lavora da soli.

Freewheeling: dove e come farlo

La distrazione è pericolosa tanto quanto l’autocensura. Nel freewheeling prendersi il proprio tempo e il proprio spazio, restando da soli, è fondamentale. Sembra banale, ma poi ci caschiamo tutti: smartphone e chat sempre a portata di mano, persone accanto che ti parlano, musica di sottofondo, pc con la connessione Internet attiva e così via. Il consiglio qui è semplice: trovati un posto tranquillo e lascia il mondo fuori. Un tavolo, una sedia, dei fogli di carta e una penna. Se preferisci, puoi anche registrare la tua voce mentre parli a ruota libera.

All’inizio della sessione può essere difficile entrare nel flusso creativo. E’ in questo momento che il rischio di distrarsi diventa più forte, portandoci a rimandare o a fermarci del tutto. Lavorare in un ambiente protetto si rivela decisivo.

Io, ad esempio, mi chiudo a chiave in una stanza. Ripeto: mi chiudo a chiave. Quando mi viene la tentazione di aprire la porta, mi ricordo dell’impegno che mi sono preso. Questo piccolo accorgimento, che all’inizio mi sembrava un po’ stupido, ha migliorato il mio rendimento più di quanto pensassi (in fondo, si dice che Vittorio Alfieri si legasse a una sedia per studiare).

Non è necessario isolarsi per delle ore, anche perchè avere troppo tempo a disposizione rischia di trascinarti verso la distrazione. Una buona sessione di freewheeling può durare anche solo 20-30 minuti.

Freewheeling: il metodo

Se hai curato le due precondizioni di cui sopra, preparazione e luogo protetto, puoi iniziare la sessione creativa. Ti racconto come faccio io, perché di fatto un metodo scritto sulla pietra non esiste. Per comodità, divido il percorso in tre fasi.

1. Raccogli le idee

Hai un obiettivo ben definito e inizi a scrivere, senza curarti della forma, tutto quello che ti passa per la testa. Possono bastare anche semplici parole chiave o pezzi di frase. Mettici anche qualche disegno, degli abbozzi di schema, oppure delle liste (sinonimi, oggetti, caratteristiche, ecc.)

Vale tutto. L’importante è non censurarsi. Le assurdità sono ben accette, tranne quando sono scollegate del tutto dall’obiettivo iniziale o sono pretestuose. Andare a ruota libera, infatti, non significa che l’impegno non serva. Il freewheeling diventa molto potente restando concentrati e focalizzati sull’obiettivo iniziale (risolvere il problema x, migliorare il prodotto y, ecc.).

In alternativa, come detto prima, puoi usare la tua voce. Puoi riascoltarti in un secondo momento e prendere degli appunti, oppure schematizzare già tutto in una mappa mentale.

2. Organizza le idee

Al termine della seduta, sistema il materiale che hai raccolto. Alcune idee nascono proprio quando ti metti a combinare i pezzi del tuo ragionamento. Se non ti viene spontaneo usare le mappe mentali nella prima fase, soprattutto se scrivi, puoi farlo ora.

Attenzione: l’obiettivo di questa fase non è eliminare le idee, ma organizzarle. Tutte, nessuna esclusa. Se riesci a contenere l’autocensura nella prima fase, non dimenticare di farlo anche qui.

3. Elimina le idee

Di solito, preferisco lasciar passare un po’ di tempo prima di eliminare le idee che ho organizzato. Non ho una regola. Rimando l’eliminazione di qualche ora, oppure, se necessario, a due-tre giorni dopo. Motivo? Il cervello lavora in sottofondo (come nell’incubazione del processo creativo) e rende la fase di eliminazione più ricca, lucida e produttiva. Ora, soltanto ora, la censura è benvenuta.

Le idee più assurde, in genere, vengono cestinate senza grandi difficoltà. E’ sacrosanto, però, che ci siano: sono un combustibile importante per la tua creatività. Poi, è il momento di valutare quelle che toccano più da vicino l’obiettivo iniziale. Qui la faccenda si complica, ed è bene ricordare di non innamorasi delle proprie idee. Ognuna va messa alla prova di criteri razionali, come ad esempio la fattibilità rispetto alle risorse che si hanno a disposizione.

Maneggiare con cura il freewheeling

Se la censura è un pericolo per la creatività, la mente libera e selvaggia può rivelarsi improduttiva se non direzionata. Libertà e direzione, messe insieme, possono sembrare una contraddizione in termini. Non è così. L’obiettivo da raggiungere, o il problema da risolvere, deve sempre essere chiaro (e realistico). Tanto sono vietati i giudizi negativi durante la seduta, tanto bisogna evitare di “buttarla in caciara”. Si fa in fretta a trasformare un metodo utile alla creatività in una perdita di tempo.

Come già detto per il brainstorming, anche il freewheeling ha bisogno di diversi accorgimenti per funzionare bene. Alcuni di questi li abbiamo appena visti. Altri li scoprirai tu. Come per tutte le tecniche creative, ti suggerisco di fare degli esperimenti e trovare la tua strada.

Photo credit: Avi Chomotovski.


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