Leadership e innovazione: 9 + 5 caratteristiche dei leader innovativi

Parto da una frase semplice: l’innovazione ha bisogno di una leadership innovativa. Sembra quasi un gioco di parole, un’affermazione piuttosto scontata ma, come spesso capita, di difficile applicazione. Per portare a termine un progetto serve una direzione, quindi una linea da seguire per non cadere nel campo del “bella l’idea, mediocre l’esecuzione”.

Quale linea seguire? Bella domanda. Di solito se ne affacciano molte nel momento in cui si prende una decisione, e la maggior parte delle quali si rivela improduttiva. Ed è normale che sia così. Si può anche scegliere una traiettoria sbagliata e poi aggiustarla in corsa, ma serve comunque qualcuno che se ne renda conto per tempo e che sappia rimediare. Da qui l’importanza di avere dei leader innovativi alla guida di progetti innovativi.

Un progetto innovativo, privo di una direzione, può diventare un esercizio teorico carino da tenere sulla scrivania. Quelle cose buone soltanto per prendere polvere, direbbe mio nonno. E questo vale sia per un top manager di una multinazionale, sia per chi decide di iniziare un piccolo progetto personale.

Come riconoscere chi unisce leadership e innovazione? Non esiste una regola. Ecco, però, 9 caratteristiche che accomunano i leader innovativi.

1. La passione

Sembra ovvio, ma vale ripetere che per superare un risultato medio non è sufficiente l’impegno. Soltanto un’autentica passione per quello che si sta facendo, unita alla disciplina, può dare risultati eccezionali. Un leader innovativo riesce anche ad appassionare gli altri, motivandoli a raggiungere obiettivi incerti come possono essere quelli legati all’innovazione.

Da qui, una riflessione importante: un leader è innovativo in uno specifico contesto, non ha il patentino per esserlo in qualunque situazione.

2. L’ascolto

L’innovazione è un viaggio molto complesso, che richiede competenze trasversali e voci fuori dal coro. Un leader le sa gestire, ma soprattutto le sa ascoltare, cogliendo intuizioni che possono sfuggirgli. Un leader circondato dal silenzio, semplicemente, non è un leader.

3. Il rischio responsabile

La creatività e l’innovazione richiedono coraggio, questo l’ho scritto spesso in diversi articoli. C’è un confine, però, tra l’essere coraggiosi e l’essere sprovveduti. Il rischio di fallire esiste sempre, e può aumentare o diminuire a seconda di come lo si affronta. Un leader che si occupa di innovazione non sottovaluta mai questo aspetto. Sa pendere un rischio perché ne calcola le conseguenze e arriva preparato in caso di guai.

4. L’obiettivo chiaro e raggiungibile

Gli innovatori sono proiettati verso un futuro tutto da costruire, ma non per questo vivono con la testa tra le nuvole (ogni tanto sì, ma poi tornano con i piedi per terra). Hanno, infatti, la straordinaria capacità di “vedere” un percorso che li porta verso il loro obiettivo. E non si tratta di percezioni extrasensoriali. E’ l’abilità, piuttosto, di fissare passo dopo passo una serie di micro e macro obiettivi ben definiti (meglio se misurabili), adeguati alla situazione e alle risorse che si hanno a disposizione.

5. La dedizione (non ho detto ostinazione eh)

Un leader, non solo nell’innovazione, lo si riconosce dalla costanza con cui persegue il proprio obiettivo nonostante le difficoltà che incontra. Fin qui, direi, tutto chiaro. Attenzione, tuttavia, a non confondere la determinazione con l’ostinazione. Per distinguerle basta pensare che un ostinato è così innamorato della sua idea, del suo progetto, del suo stesso ruolo di leader, che non ha la forza di rinunciare anche quando imbocca un vicolo cieco.

Ho usato la parola “forza” di proposito, perché spesso la rinuncia è vista come un gesto di debolezza. Che sciocchezza! A volte, ci vuole più coraggio a rinunciare, accettando un fallimento, che a insistere chiudendo gli occhi davanti all’evidenza.

6. Il cambiamento senza smarrirsi

All’inizio del post, ho detto che una leadership innovativa può anche direzionare un progetto verso una traiettoria sbagliata. Anzi, succede spesso che sia così. Se tutto fila liscio al primo tentativo, probabilmente, non si tratta di vera innovazione. Come dice il Prof. Lant Pritchett, di cui ne parlo qui, a proposito di soluzioni innovative: “Se non riesci a immaginare almeno 3 soluzioni alternative al tuo problema, allora non hai un problema”.

Un leader, agendo con determinazione, vede la traiettoria sbagliata come l’occasione per ottenere un feedback prezioso. Non si lascia scoraggiare dal fallimento, aggiusta solo la mira o cambia direzione del tutto. Tutto questo tenendo sempre ben presente l’obiettivo che vuole raggiungere, come se si trattasse di una bussola per orientarsi in mezzo al deserto.

7. Il miglioramento costante

La passione e la dedizione portano al miglioramento costante. Un leader innovativo non si accontenta, è curioso, aperto alle novità, attento ai dettagli. Coltiva il dubbio e si mette alla ricerca di risposte esaurienti. I Giapponesi lo chiamano Kaizen, unendo le parole KAI (cambiamento/miglioramento) e ZEN (buono/migliore). Il principio è di per sé semplice, ma molto potente: piccoli passi quotidiani per ottenere grandi miglioramenti.

8. Credere in se stessi, ma anche negli altri

Non si può fare tutto da soli, soprattutto in un progetto complesso. Questo, un vero leader, lo sa. Gli viene spontaneo credere nelle proprie capacità, ma anche in quelle di chi lo circonda (sa anche scegliere le persone di cui circondarsi). Rispetta le individualità perché è consapevole di quanto siano importanti al raggiungimento di un obiettivo che vada oltre lo standard. Soprattutto, non entra in competizione con gli altri. La leadership autentica porta con sé una grande forza persuasiva, senza dover mai piegare la volontà degli altri alla propria.

9. L’azione mirata

Ciò che accomuna imprenditori, scienziati, artisti, manager e atleti di successo, è l’efficace gestione del tempo. Sanno pianificare le loro giornate dandosi priorità precise, eliminando le attività che non portano valore. Agiscono, quindi, solo su aspetti rilevanti al raggiungimento del loro obiettivo. Sono consapevoli che il tempo e l’energia fisica-mentale sono risorse finite, da salvaguardare. Un leader pretende molto da sè e dagli altri, ma concede a sé e agli altri il tempo per rigenerarsi.

Si dice, ed è vero, che i cavalli da corsa camminano con le gambe, galoppano coi polmoni, resistono col cuore, ma vincono col cervello.

– Federico Tesio –

Leadership e innovazione: cosa dice l’Università di Harvard

Su l’Harvard Business Review, magazine della prestigiosa scuola di business americana, è apparsa recentemente una ricerca condotta dalla società di consulenza XBInsight. Analizzando oltre 5.000 tra amministratori delegati e top manager, sono emerse 5 competenze chiave che ogni leader dovrebbe coltivare per sviluppare il pensiero innovativo.

I leader innovativi, infatti, si distinguono per:

  • capacità di gestire il rischio
  • curiosità
  • coraggio
  • capacità di cogliere le opportunità
  • capacità di mantenere una visione strategica

Trovi qui i risultati della ricerca e una descrizione dettagliata delle 5 competenze.

Infine, cosa non è un leader innovativo

I 9 punti descritti sopra, uniti ai 5 pubblicati dall’Harvard Business Review, ci aiutano a distinguere la leadership autentica da quella impostata a tavolino.

La parola leader, infatti, può essere fraintesa e condizionata dalla narrativa popolare (cinema, programmi tv, libri, stereotipi vari), soprattutto quando le dona quel tocco di arroganza che fa sembrare credibile soltanto chi si alza tutto impettito e sbraita ordini a folle balbettanti.

Non funziona così la sicurezza nei propri mezzi e nelle proprie idee. La leadership, inoltre, richiede grandi abilità di pianificazione strategica e competenze specifiche. Non ci si improvvisa leader. Meglio non dare troppo credito a chi scimmiotta comportamenti spacconi come se fosse posseduto da una visione incomprensibile ai comuni mortali. Cosa mai potranno “vedere” di innovativo questi personaggi?

Photo credit: Robert_z_Ziemi.


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